Galleria

Pubblicato: 05/05/2012 da hal09000 in Senza categoria
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Tra poco arriverà il caldo afoso estivo e probabilmente sarebbe splendido poter andare in vacanza in un posto del genere…

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O magari in un posto più vicino a Lecce e più tranquillo, come questo…

E perché non soggiornare, invece, proprio a Lecce, la bella Firenze del Sud?

Foto di Paride De Carlo

Foto di Paride De Carlo

Se, oltre ai misteri che si celano dietro il Gioco dell’Angelo, siete alla ricerca di una casa vacanza del Salento allora date un’occhiata a questa galleria online con foto e riferimenti di alcuni soluzioni per S. Cataldo, Torre dell’Orso e Lecce che, forse, potrebbero interessarvi: www.villalacerasa.it/gallery

Se, invece, volete avventurarvi tra i misteriosi arcani della fatica di Carlos Ruiz Zafón allora seguite questo link alla spiegazione del nostro bravo (e sempre più indaffarato) arlian34.

Reboot

Pubblicato: 22/03/2012 da hal09000 in indipendente
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Il buon vecchio Arlian34 non se la sta passando molto bene in questo periodo, come sicuramente si saranno accorti i lettori di Nonunsolospettacolo a giudicare dalla data dell’ultimo intervento.

Piuttosto che chiudere baracca e bottega, Arlian mi ha chiesto di sostituirlo per qualche tempo alla guida del blog.

Io ho accettato con piacere e ad ogni modo ho in mente di non modificare più di tanto le sezioni o la grafica e di non discostarmi troppo dalle linee guida per gli argomenti degli articoli dei precedenti mesi, almeno per il momento. Arlian34 resterà comunque a sorvegliare il tutto e di tanto in tanto sono sicuro che tornerà a scrivere qualcosa.

Ora come ora spero che questa nuova avventura si riveli interessante, non solo per il sottoscritto ma anche per tutti i nostri lettori!

Referendum Abrogativo – Uno sguardo ai quesiti

Pubblicato: 06/06/2011 da arlian34 in indipendente
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Leggendo le domande scritte relative alle 4 scelte da fare per il referendum prossimo venturo (si vota il 12 e il 13) pare proprio che la trasparenza sia meno importante dell’immancabile sequela di date e numeri che (ahimé) affliggono la burocrazia delle società contemporanee.

Per farci quindi un’idea più chiara sul significato delle 4 voci andiamo ad analizzarle una per una (riporto le voci da forumcivico).

Quesito 1 - Scheda Rossa

“Vo­lete voi che sia abro­gato l’art. 23 bis (Ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza eco­no­mica) del de­creto legge 25 giu­gno 2008 n.112 “Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 6 ago­sto 2008, n.133, come mo­di­fi­cato dall’art.30, comma 26 della legge 23 lu­glio 2009, n.99 re­cante “Di­spo­si­zioni per lo svi­luppo e l’internazionalizzazione delle im­prese, non­ché in ma­te­ria di ener­gia” e dall’art.15 del de­creto legge 25 set­tem­bre 2009, n.135, re­cante “Di­spo­si­zioni ur­genti per l’attuazione di ob­bli­ghi co­mu­ni­tari e per l’esecuzione di sen­tenze della corte di giu­sti­zia della Co­mu­nità eu­ro­pea” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 20 no­vem­bre 2009, n.166, nel te­sto ri­sul­tante a se­guito della sen­tenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”.

Interpretazione Quesito 1 : La voce chiede se si è a favore della ABROGAZIONE dell’art. 23 bis (di cui è disponibile una copia qui) inserito nella finanziaria del 2009 e atto a regolare l’introduzione di privati nella gestione delle reti idriche, le quali resterebbero comunque di proprietà privata. Una possibile privatizzazione dell’acqua porterebbe ad una frammentazione del mercato e i benefici in termini economici per il singolo utente potrebbero essere anche piuttosto striminziti. Comunque l’articolo stesso prevede l’istituzione di opportuni organi di controllo che vigilino sulla qualità dei servizi offerti. A giudicare dalla tendenza di ritorno al pubblico in gran parte d’Europa, la privatizzazione dell’acqua sembra comunque un affare per pochi.

NonUnSoloSpettacolo supporta il SI – Abrogazione dell’art. 23 – Votando SI si è contro la privatizzazione idrica.

Quesito 2Scheda Gialla

“Vo­lete voi che sia abro­gato il comma 1, dell’art. 154 (Ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato) del De­creto Le­gi­sla­tivo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in ma­te­ria am­bien­tale”, li­mi­ta­ta­mente alla se­guente parte: “dell’adeguatezza della re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale investito”?”.

Interpretazione Quesito 2: Probabilmente il punto più importante dei quattro visto che l’art. 154 succitato consente agli enti privati di prevedere una quota di guadagno di impresa (completamente differente e indipendente dai costi di investimento, sviluppo e manutenzione) sull’erogazione del servizio. In parole povere un ente privato può fissare una certa percentuale di guadagno netto sulla semplice ridistribuzione di un bene di primaria importanza come l’acqua. La generazione di questa ricchezza non può che provenire, per via di una certa legge di conservazione, da un ulteriore aggravio economico sulle tasche dell’utente medio.

NonUnSoloSpettacolo supporta il SI – Abrogazione dell’art. 154 – Votando SI si è contro il guadagno netto sulla pura ridistribuzione dell’acqua potabile.

Quesito 3Scheda Grigia

“Vo­lete voi che sia abro­gato il decreto-legge 25 giu­gno 2008, n. 112, con­ver­tito con mo­di­fi­ca­zioni, dalla legge 6 ago­sto 2008, n. 133, nel te­sto ri­sul­tante per ef­fetto di mo­di­fi­ca­zioni ed in­te­gra­zioni suc­ces­sive, re­cante Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria, li­mi­ta­ta­mente alle se­guenti parti: art. 7, comma 1, let­tera d: rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nucleare?”.

Interpretazione Quesito 3: Solo le ultime poche righe della domanda permettono di capire il tema di attinenza: l’istituzione di centrali nucleari in Italia, paese che già nel 1987 si espresse negativamente a riguardo. L’energia nucleare può essere un’alternativa intelligente all’importazione di energia a caro prezzo da paesi stranieri tuttavia comporta profonde problematiche riguardanti la gestione delle scorie tossiche e la manutenzione dei siti di stoccaggio. Non siamo stati capaci di gestire sensatamente il problema dello smaltimento dei rifiuti. Potremo quindi affrontare quello ancora più complesso relativo alle scorie nucleari? Alternative pulite all’energia nucleare possono esserci, un esempio clamoroso è costituito dai prodigiosi risultati dell’eolico in Puglia.

NonUnSoloSpettacolo supporta il SI – Votando SI si è contrari alle centrali nucleari in Italia.

Quesito 4 – Scheda Verde

“Vo­lete voi che siano abro­gati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 non­chè l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 nu­mero 51 re­cante “di­spo­si­zioni in ma­te­ria di im­pe­di­mento a com­pa­rire in udienza?”.

Interpretazione Quesito 4: Questa è forse la sola scheda comprensibile, visto anche l’immancabile tam tam mediatico su vizi e (poche) virtù di chi ci governa. Il legittimo impedimento potrebbe dare la libertà al pre­si­dente del Con­si­glio (o ad un mi­ni­stro) di non com­pa­rire in tri­bu­nale e quindi di rallentare notevolmente il decorso dei processi che li vedono implicati.

A giudicare dalla lista di presenze/assenze del mese di gennaio 2011 le assenze ammontano alla quota non trascurabile di ben il 21%. Esemplificando di molto la cosa, un giorno su cinque un ministro manca al proprio dovere. Si tratta di circa una intera settimana nell’arco di una mensilità. Non so voi ma l’ultima volta che ho controllato gli appelli in tribunale duravano molto meno.

NonUnSoloSpettacolo supporta il SI – Votando SI si è contrari al legittimo impedimento.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. (Preambolo dell’Articolo 3 della Costituzione Italiana).

Non ci sono cittadini di serie A e di serie B in un paese democratico.

Ricordiamocelo nei giorni 12 e 13 giugno, quando andremo a fare la nostra scelta.

I canali di comunicazione stanno cambiando.

Le motivazioni di questa svolta epocale si ritrovano dietro alla lotta spietata al digital divide e sono principalmente di stampo:

  1. tecnologico (internet ad alta velocità si può avere oramai non solo via cavo ma anche grazie alle reti 3G e ai protocolli ad alta velocità dei gestori di telefonia mobile) ;
  2. sociale (molte sono le campagne di informazione che vedono la diffusione della rete all’interno dei centri familiari, supportate anche dalla facilità di apprendimento del computer da parte dei più piccoli);
  3. economico (acquistare un computer non richiede più un patrimonio e inoltre molti servizi telematici si trasformano spesso in un prezioso risparmio in termini di denaro e di tempo).

Per questi e molti altri (e più complicati) motivi, le masse oggigiorno si rivolgono sempre di più verso internet e sempre di meno verso i canali standard di comunicazione. La carta stampata beneficia delle varie applicazioni per lettori tablet, gli ebook vanno per la maggiore, i social network rimpiazzano lo spasmodico scambio di messaggini.

E Youtube va per la maggiore.

Youtube, il canale nato nel 2005 in California come semplice strumento di condivisione di filmati amatoriali, è oggi il terzo sito al mondo più visitato quotidianamente e anche la sezione Italia riscuote risultati poco meno che superlativi in termini di click. In questo quadro affollato è naturale aspettarsi una continua evoluzione del mezzo internettiano, spinta anche dalla presenza, come appena sottolineato, di un vasto pubblico.

In quest’ottica nasce l’iniziativa amatoriale di Freaks!, per gli amici Frics, web-serie prodotta da un manipolo di giovani ragazzi con la passione per i mondi del grande e del piccolo schermo e tutti, chi più chi meno, alle prese con un canale su Youtube Italia. Il format della serie è un semplice episodio di una ventina minuti e scevro di qualsiasi stacco pubblicitario, completamente fruibile online.

La trama si ispira chiaramente a lavori di nicchia (Misfits) e non (Heroes), a loro volta ispirati all’intramontabile leit motiv del supereroe fumettistico, dotato di super-poteri e perennemente in cerca di un barlume di normalità. Le vite di cinque ragazzi normali della Roma odierna si mescolano misteriosamente per via di una amnesia di massa, che stranamente li accomuna. Tutti e cinque si ritrovano con i numeri degli altri memorizzati sui propri cellulari, peccato solo che non ricordino assolutamente nulla a riguardo e che, peggio, abbiano un vuoto completo riguardo gli ultimi quattro mesi.

A rendere ancora più misterioso il tutto c’è la loro acquisizione di poteri straordinari. C’è infatti Marco (Guglielmo Scilla), il ragazzo posato e comprensivo, che ha la capacità di viaggiare nel tempo in seguito ad un’improvvisa eccitazione mentre il più sfrontato Silvio (Claudio di Biagio) scopre invece di avere una fortuna sovrannaturale che farebbe impallidire persino Gastone (con somma contentezza di Paperino!). Su un versante più interiore si ritrova invece il potere dell’emotivo Andrea (Andrea Poggioli), in grado di proiettare le proprie emozioni negli altri come in una sorta di empatia inversa. Nell’altra metà del cielo ritroviamo invece le due ragazze del cast, ovvero la timida ed umana Viola (Claudia Genolini), il cui potere può accecare gli altri, e  Giulia (Ilaria Giachi), le cui capacità sono ancora in gran parte sconosciute e spaziano dalla preveggenza alla forza inaudita, previa, forse, debita assunzione di sangue umano.

A minacciare questo scalcinato gruppo di giovani qualunque c’è un terribile figuro senza volto e dalla ossessionante onnipresenza. Avrà forse niente a che fare con l’improvvisa acquisizione dei loro poteri? E cosa sono quegli strani braccialetti arancioni che sembrano andare tanto di moda nella Roma di oggi? E…

La fotografia delle 4 parti sinora trasmesse tramite Youtube (con cadenza quasi settimanale) è veramente straordinaria: pulita e nitida. Alcune ambientazioni risultano ottimamente illuminate e molto scene in notturna garantiscono un naturale fascino. Dietro la regia c’è comunque la mano di un altro eroe (di Youtube), il ventenne Matteo Bruno (Canesecco), il quale ha già dimostrato ampiamente di saperci fare. Il montaggio degli episodi, portato avanti da Di Biagio stesso e da Bruno, si è rivelato sinora essenziale e ispirato, professionale e vincente.

Se sul versante visuale Freaks! non ha nulla da invidiare a grandi produzioni, sul lato della sceneggiatura e dei dialoghi ci sono invece numerose pecche. I giovani protagonisti sembrano veramente ragazzi della loro età e questo si riflette nel qualunquismo di molte loro battute e nella brusca superficialità di diversi passaggi narrativi, forse dettati anche dalle più importanti necessità di scena. Ad ogni modo si tratta di pecche minori, presenti anche queste in molte produzioni televisive e che da un certo lato non penalizzano il prodotto, sebbene lo inquadrino come puro mezzo di intrattenimento e ne limitino gli sfoghi creativi (che di per sé sono invece notevoli).

Questi piccoli aspetti, ampiamente migliorabili, non devono però tradire sull’alta qualità della produzione globale (che resta una produzione auto-prodotta da un piccolo gruppo di ventenni), talmente ben confezionata da ingannare positivamente sulle sue origini.

Sinora sono due le band ad essere state impiegate nella colonna sonora: gli ElectricDiorama (noti soprattutto per Mr. Fantastic) e gli AboutWayne, che per l’occasione hanno anche composto e suonato la canzone della fascinosa sigla iniziale  intitolandola appunto Freaks!.  Anche queste band sono composte da giovani e il commento sonoro offerto è sempre e comunque di alta qualità.  Tra l’altro il cantante degli AboutWayne, Giampaolo Speziale,  ha partecipato attivamente alla creazione della serie e impersona nella serie un personaggio misterioso, destinato a riservare non poche sorprese…

Solo 3 episodi sono pochi per poter cercare di valutare l’enorme talento del cast. A voler essere obiettivi non si può non notare come la componente femminile risulti attualmente più convincente della controparte maschile, sicuramente anche per via di differenti percorsi di formazione nel mondo della recitazione. Ilaria Giachi riesce infatti a portare avanti il ruolo della “discontinua” e misteriosa Giulia con una naturalezza sorprendente mentre Claudia Genolini risulta convenientemente fragile nella sua condizione di neo-eroina dal potere negativo. Nel cast maschile brilla invece la spigliatezza di Claudio di Biagio, il cui ruolo di “simpatico impiccione” però forse facilita un attimo le cose rispetto ai più introversi personaggi di Marco e Andrea, che comunque sono più che all’altezza della situazione.

A testimoniare lo sforzo creativo per rendere il tutto quanto più professionale possibile vi è anche la partecipazione di una doppiatrice esperta come Antonella Rinaldi (tra le altre Lucy Liu in Cypher e Lois ne I Griffin) nei panni della madre di Silvio. A guardare i titoli di coda si registra anche il continuo allargamento del gruppo iniziale, che ora prevede anche addetti agli effetti speciali al computer e make up artists (non si sa mai, forse anche ClioMakeUp potrebbe finire per fare una comparsata nella serie…).

Giudizio Finale: non perdete la serie su Youtube!

Aggiornamento: finalmente nel quarto episodio della serie Marco mostra un po’ di spessore. Ben realizzate la scena iniziale (praticamente una autocitazione ai vari video di Willwoosh) e quella al ristorante!

In questa nuova rubrica di NonUnSoloSpettacolo sarà dato ampio spazio a brevissime (quasi telegrafiche) recensioni di pellicole da vedere al cinema o a casa, in un momento di semplice relax, di giocoso svago o di ricercata evasione!

Black Swan – Il Cigno Nero (2010)

Affascinante pellicola di Darren Aronofsky al confine tra il thriller psicologico e la più classica tragedia. Nina (Natalie Portman) è una giovane ballerina del New York City Ballet afflitta da una vita familiare compulsiva e dalle mille pressioni del mondo della danza. Piccoli e impercettibili sono i soprusi che ha subito nel corso della sua vita e che nonostante tutto sembrano essere del tutto ininfluenti nel suo stile leggero, delicato, aggraziato ma stranamente privo di qualsiasi emozione. La giovane punta alla perfezione dei movimenti e con questo solo desiderio continua a vivere una vita priva di affetti, avulsa da qualsiasi barlume di indipendenza. Eppure tutto va bene. Il balletto è l’unica cosa che importa. Ballare è indispensabile. Ballare bene è necessario. Ballare divinamente è tutto. Ballare è l’unica cosa che conta. Ballare è l’unica cosa che conta?

Una narrazione lineare ma scomposta gioca bene le proprie carte, rendendo sordidi i silenzi altrimenti banali e quasi inquietanti le altrimenti comuni manie della protagonista. Il finale è un crescendo continuo di emozioni e rivelazioni forsennate. Sullo sfondo la metafora dello spettacolo nello spettacolo, la messa in scena de ‘Il Lago dei Cigni’, che diventa occasione di indagine interiore utile a gettare luce sull’improcrastinabile conflitto tra Es ed Io.

Giudizio Finale: 9.

In sintesi: Regia convincente, trama appassionante e ricca di spunti di riflessione, doppiaggio di buon livello per un cast originale straordinario, sceneggiatura soddisfacente. Voto finale 9.

Scott Pilgrim vs The World (2010)

Il taglio di questa pellicola, diretto da Edgar Wright, è completamente differente rispetto ai canoni classici. Il giovane Scott Pilgrim (Michael Cera) si innamora perdutamente di una ragazza dall’acconciatura eccentrica e cerca in tutti i modi di attirarne l’attenzione. Quello che non sa è che il diritto di corteggiare la pulzella in questione gli sarà concesso solo una volta che avrà sconfitto in una serie di duelli all’ultimo sangue i sette “malvagi” ex fidanzati della giovane. Fin qui sembra tutto abbastanza banale. A ravvivare notevolmente la narrazione ci penserà una sceneggiatura a dir poco geniale, in grado di miscelare ottimamente elementi propri del mondo dei videogiochi e dei fumetti. Se infatti da una parte ci saranno battute vivaci e inquadrature dinamiche a non finire (con tanto di scritte animate onomatopeiche per i suoni del campanello o del basso) dall’altra la dinamica dei duelli sarà affrontata con scontri acrobatici e rocamboleschi, uno sempre differente dall’altro.

Una sana dose di violenza, nonostante la completa assenza di sangue, scandisce bene tali fasi dinamiche. Ogni duello inizia come nei più classici picchiaduro con delle inquadrature dei duellanti e la canonica scritta ‘VS’ mentre al termine del contenzioso il perdente si trasformerà in una manciata di gettoni, utili per prendere il bus o comprare un caffè. L’immaginario complessivo delle lotte ricorda molto il videogioco ‘No More Heroes’, tanto più che in una certa scena arriva anche il momento dell’intramontabile LEVEL UP con nuove e sfolgoranti katane luminose.

Giudizio Finale: 9.

In sintesi: Regia fuori dagli schemi per un cast di volti poco noti ma ottimamente calati nelle parti. Situazioni eccentriche, scontri imprevedibili e dai tanti risvolti meta-ludici rendono il film assolutamente imperdibile per qualsiasi appassionato di videogames. Voto finale 9.

Le stagioni si avvicendano ripetutamente e tutto si trasforma: i grandi spazi verdi e desolati si riempiono di immense costruzioni affollate, fiumi interi erodono le coste del proprio letto, piccoli soggiorni impolverati si riempiono di cimeli inestimabili, le strade asfaltate si allungano e si intrecciano e gli itinerari crescono per complessità. Esattamente come i silenziosi cimiteri. Perché in fondo la crescita è solo una faccia dello scorrere del tempo, essendo l’altro lato della medaglia la corruzione.

Nulla sfugge al deterioramento. Il nostro corpo invecchia sotto l’azione di continui processi metabolici inarrestabili. Le costruzioni più imperiture tendono ad ossidarsi, sgretolarsi, ammuffirsi e ricoprirsi di erbacce o di crepe. Cosa rimarrebbe delle nostre case attuali dopo poco più di cent’anni di completo abbandono e desolazione?

Questa domanda è alla base di Noi Marziani, in inglese Martian Time-Slip, lavoro pubblicato da Philip K. Dick nel 1964, probabile riedizione di una novella a sfondo fantascientifico scritta da Dick l’anno precedente. Nel libro viene dato finalmente spazio alla comunità umana che risiede sul poco fertile pianeta rosso, citata più volte in altre opere dello scrittore. Le condizioni di vita lontano dalla Terra sono precarie: gli appartamenti sono claustrofobici, i trasporti scomodi e piuttosto costosi, il lavoro compulsivo e la merce su mercato quasi sempre di seconda o addirittura terza mano. E’ in questo scenario che si dipana la storia principale del romanzo, ancora una volta trampolino di lancio per una riflessione approfondita su temi universali quali il deterioramento, il senso del tempo, il tema della comunicazione e la questione sociale delle minoranze etniche.

Deterioramento. Segno del passare del tempo. Prova tangibile dell’esistenza di ieri e domani e della loro effettiva diversità. Se lo scorrere dei minuti appariva un’illusione ad alcuni pensatori dell’Età Moderna, in Noi Marziani il tema del putridume e del logoramento sono argomenti più che efficaci a dimostrare l’ineffabilità del tempo e svolgono il principale ruolo di antitesi opposta alla vitalità degli uomini e al loro atavico impulso alla trasmissione della vita tramite la progenie.

Il senso del tempo. Lo scorrere del tempo è simile all’operazione di tratteggiare una riga su un foglio e seguirne il verso o piuttosto è più vicino ad una forma geometrica chiusa, magari una circonferenza, dove ogni cosa passata è destinata a tornare prima o poi? Soprattutto nella seconda parte del libro, alcuni avvenimenti narrati, dal sapore largamente mistico, indurranno una certa propensione particolare a questo secondo aspetto. Anche se non è da sottovalutare una terza possibilità. Il susseguirsi degli istanti potrebbe non essere unico ma variegato, complesso. Il disegno del foglio sarebbe un albero, alla base una situazione iniziale con tanti, tantissimi bivi a disposizione, alcuni dalle sfaccettature inquietanti. In un universo dalle molteplici realtà, in una sorta di collezione di Molti Mondi, potrebbe esserci un piano dell’esistenza dove uomo e macchina si sono fusi insieme, generando un’abominazione puramente meccanica ma dalle stesse capacità intellettive di un uomo. Chi potrebbe mai visitare questi piani della realtà? Chi potrebbe mai attraversare la stretta barriera tra un piano e l’altro?

La comunicazione o meglio la comunicabilità. Una delle figure principali della trama è un bambino, il piccolo Manfred Steiner, affetto da autismo e per questo quasi completamente isolato dal mondo esterno. Apparentemente. Nel corso della storia Manfred sarà il centro di rotazione di diversi drammi personali, dal gesto estremo del padre, Norbert Steiner, alle folli mire commerciali dello spietato Arnie Kott, dalla travagliata vita sentimentale di Silvia Bohlen alla continua ricerca di redenzione del marito, Jack Bohlen, anche lui affetto da disturbi psicotici e proprio per questo desideroso di una vita comune. La percezione che l’autistico Manfred avrà di tutti questi personaggi sarà legata indubbiamente al tempo e alle sue possibili forme. Particolarmente interessante l’idea che riaffiora in alcune scene riguardanti il piccolo e Jack, entrambi alle prese con l’idea che il disagio psicologico sia la chiave effettiva di un’alterata percezione del “disegno” temporale, con tutte le possibili implicazioni del caso…

Da: http://barneypatterson.wordpress.com/graphic-design/

Infine il tema delle minoranze etniche. Marte non è un pianeta completamente inospitale e disabitato. I marziani però sono estremamente simili agli esseri umani, con una carnagione decisamente più scura ed un’attitudine completamente differente nei riguardi della società rispetto al tipico modello occidentale capitalistico, sulla falsa riga degli indiani o delle popolazioni autoctone del Sud Africa. Esattamente come le loro controparti reali, anche i Bleekman risulteranno essere soggetti a schiavitù ed emarginazione razziale. L’uomo può essere essere sufficientemente evoluto da superare le barriere dello spazio e del cielo ma resta comunque incapace di valicare i confini di una fratellanza genuina e totalizzante.

Se da una parte i contenuti risultano estremamente forti e talvolta forse semplicemente solo sfiorati, dall’altra la narrazione è piacevolmente scorrevole, dotata di una punteggiatura ricca ma mai opprimente. I dialoghi risultano sufficientemente veritieri ed estremamente scorrevoli, dando luogo a una efficace caratterizzazione collaterale di eventi e persone. Il cast di personaggi secondari è ricco e aumenta notevolmente il realismo dell’ambientazione, globalmente curata e vivida. Alcuni passaggi a livello logico risultano comunque forzati e trattati in maniera piuttosto frettolosa, forse anche per non appesantire eccessivamente il ritmo della prosa.

Giudizio Finale: Inutile riportare la trama di un lavoro così interessante e di cui si parla così poco. Ad una trama di facciata apparentemente scontata corrisponde una impalcatura intricata di messaggi e tematiche dal sicuro impatto sul lettore più attento. La qualità della prosa è generalmente elevata e la caratterizzazione dei personaggi risulta di ottimo livello. Alcuni passaggi a livello di trama risultano però forzati. Il mio voto finale per Noi Marziani è 9.

Una nuova finestra sul web: Epicarmo

Pubblicato: 02/03/2011 da arlian34 in Senza categoria
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Nasce un nuovo, imperdibile, appuntamento sul web per gli appassionati di matematica e fisica alla ricerca di chincaglierie sfiziose e ricche di riferimenti: Epicarmo.

Al momento sono già disponibili  i contenuti relativi a:

  • il misterioso funzionamento dei pattini (è veramente misterioso e apre un panorama inaspettatamente vasto);
  • un’atavica questione che riguarda tutti gli uomini, per lo meno quelli non alla ricerca dell’esibizionismo sfrenato!

Pagine da leggere per svago, da cui imparare sul serio.

Buona lettura!