You are currently browsing the monthly archive for Agosto 2009.

Realismo.

L’avventura grafica Still Life 2 si propone come una ricerca del realismo, al fine di smantellare la storia di qualsiasi strascico esoterico e riportare anche nuovi elementi di gameplay nel modo di giocare proprio delle avventure. SL2 è in realtà il seguito di Still Life, celeberrima avventura investigativa del 2005, a sua volta seguito dell’acclamata avventura non lineare Post Mortem. Pare proprio un mondo di avventure quello di Microids, scioltasi per un breve periodo nel 2006 e quindi tornata sul mercato grazie ad affiliazioni e fusioni. C’è però immediatamente una postilla da osservare riguardo SL2: il lavoro non è stato portato avanti, come nel caso di Post Mortem e Still Life, dallo stesso team creativo della Microids, bensì da una squadra esterna e giovane, la GameCo. Si parlava di realismo, ebbene le nuove idee portate da GameCo paiono rivoluzionare questo nuovo capitolo.

La narrazione è ben solida e due sono gli intrecci principali: la risoluzione degli eventi principiati in SL (che aveva un finale aperto ma facilmente prevedibile) e la presentazione di una nuova narrazione, riguardante una serie di efferati omicidi ad opera di un folle ispirato dal cinema d’autore degli anni Quaranta. Proprio il comparto della trama risulta immediatamente poco convincente: la suspance, legata ai coinvolgenti eventi del finale di SL, viene qui relegata in secondo piano e la rivelazione dell’assassino-pittore viene sbrigata con poche, approssimate e abbozzate battute o flashbacks. Insomma, è bene dire che chi si aspettava un minimo di costruzione dei personaggi o un confronto all’altezza della teatralità di SL verrà abbondantemente deluso. Sull’altro piatto della bilancia, nemmeno gli eventi riguardanti il nuovo omicida, l’Esecutore della Costa Est, sono completamente appaganti. La narrazione risulta abbastanza originale e presenta anche diversi colpi di scena ma ha un ritmo decisamente pesante ed un’evoluzione facilmente prevedibile. Capiterà sovente di individuare il vero colpevole della storia, per via di altri problemi inerenti la struttura narrativa. Infatti, la quantità di locazioni a disposizione sarà talmente ridotta da riversarsi in una evidente penuria di personaggi e una ulteriore minoranza di “possibili” sospetti.

Anzi, a dire la verità la maggior parte della storia si svolgerà in una grande casa abbandonata. Gli eventi cui prenderà parte il giocatore verranno visti, come nel capitolo precedente, attraverso l’uso di due personaggi, l’investigatrice Victoria McPherson e la giornalista (rapita dall’Esecutore) Paloma Hernandez. Tuttavia, a differenza di quanto accadeva in SL, il taglio della storia, simile più ad una serie di realistiche ed efferate uccisioni senza scopo o ingegno che ad una trama appassionante, sarà tale da non lasciare il minimo spazio alla familiarizzazione del giocatore con il proprio alter ego digitale. Paloma addirittura ricade nel classico cliché della giornalista pronta a tutto e non presenta nemmeno un briciolo di carattere o uno sputo di passato o talenti. La sua figura risulta del tutto piatta. E non andiamo molto lontano con McPherson, per la quale invece si cercano di compiere diversi sforzi di caratterizzazione, che ricadono però anche questi in stereotipi conditi con un linguaggio da scaricatore di porto. A peggiorare il tutto contribuisce anche la stringatezza dei pochi dialoghi presenti, con poche battute veramente brillanti.

Si parlava di realismo. Il gameplay di SL2 cerca di raggiungerlo attraverso sfide a tempo, un kit di analisi forense e un inventario modificato. Le prime rappresentano delle vere e proprie sfide di esplorazione e di logica con un tempo ristretto e contribuiscono a montare nel giocatore un piacevole senso di tensione e di apprensione per il proprio personaggio. Del tutto discutibile, tuttavia, l’ultima sfida finale a tempo, che non potrà essere ripetuta, una volta sbagliata. Il secondo è un vero e proprio mini laboratorio con polvere per registrare impronte, mini processori di analisi chimiche, tamponi per prelievi e molto altro. Indubbiamente questo kit garantisce al personaggio di Vic una maggiore credibilità come investigatore e in parte aumenta l’immedesimazione e il numero di enigmi affrontabili. In un paio di occasioni, tuttavia, l’analisi forense sarà più una tappa forzata che una piacevole sfida. Il terzo elemento è il canonico inventario modificato, ogni oggetto occuperà un numero di caselle in base alle proprie dimensioni e al nostro alter ego digitale saranno concesse solo 16 caselle da riempire. Questa novità è gradevole ma del tutto accessoria.

Il realismo si riscontra anche nella tipologia di enigmi da affrontare, tutti di stampo puramente classico (“raccogli l’oggetto X e combinalo con quello Y”). Niente più enigmi logici, se non nella prova finale. Questo elemento sarà sicuramente apprezzato dai puristi delle avventure e d’altronde garantisce che ogni prova affrontata sia ben inserita nel contesto. I dialoghi implementati sono imbarazzanti, scarsi per varietà e difficilmente originali. Sarà addirittura possibile individuare un assassino senza avere l’opzione di dialogo per smascherarlo al momento opportuno… La longevità del lavoro spazia dalle dieci alle dodici ore, decisamente poco per un’avventura che inizialmente vuole apparire non lineare ma che poi sfocia, già da metà gioco, nella classica staffetta a tappe. Tuttavia l’effetto combinato di un realismo forte e una buona serie di enigmi ingegnosi sopperisce a questa difficoltà e motiva il giocatore a proseguire per scoprire se le sue previsioni son giuste.

Il versante grafico è disastroso. Il motore grafico è in real 3d a telecamera fissa. Sbalorditivo l’esiguo numero di poligoni che compone gli scenari, chiaramente scarni per esigenze di copione ma anche scarsamente interattivi e poco ispirati o evocativi. Vergognoso invece il design dei personaggi principali, più rassomiglianti a manichini fuori sincro, senza espressioni facciali e con una rigidità evidente. Non prendiamoci in giro: il comparto grafico è importante e così come un testo presentato bene ispira la lettura, anche un’avventura con animazioni fluide e una grafica convincente ispira al buon gioco e all’immedesimazione. Di tutt’altro livello risultano invece gli eccezionali FMV di intermezzo, realizzati con una regia accattivante ed un livello di dettaglio cinematografico. Un vero e proprio fiore nel deserto. Il versante audio è invece discretamente curato e alcune musiche risultano piuttosto azzeccate.

Giudizio Finale: SL2 è una avventura grafica che unisce innovazione, ottimi enigmi e realismo, proponendo una storia banalotta e senza ispirazione artistica (un rozzo rimescolamento di Saw?), ideata bene su carta ma in realtà gravata da ristrettezze di ambienti, concept design e costruzione dei personaggi. Con una grafica traballante e poco curata, ha un unico pregio rispetto al proprio predecessore, ossia un finale autoconclusivo. Il lavoro riflette la scarsità di budget con cui SL2 è stato realizzato, tra evidenti problemi di tempo. Still Life 2 rimane comunque una piacevole ventata di novità nel panorama delle avventure grafiche. Il mio voto finale per Still Life 2 è 7.5.

Pagine

 

Agosto: 2009
L M M G V S D
« Lug   Set »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  

Categorie

Blog Stats

  • 2,427 hits
Watch videos at Vodpod and other videos from this collection.