Questa non è una Recensione: Il Tuttomio di Andrea Camilleri

Pubblicato: 23/05/2013 da MS in Senza categoria

Arianna è una donna affascinante e misteriosa. Legata ad un compagno di oltre vent’anni più grande, passa le torride giornate estive affastellata dai ricordi e sopraffatta dalla calura della stagione degli amori. Complice l’impotenza del compagno, Arianna intreccia una tela di rapporti sessuali occasionali con uomini sempre diversi, sempre senza innamorarsi. O meglio, quasi sempre…

“Il Tuttomio” non sembra neanche essere stato scritto da Camilleri. I periodi sono legati in maniera frettolosa, le congiunzioni scarseggiano e ovunque è un trionfo di virgole, spesso inopportune. Oltre a soggetti divisi dai rispettivi predicati verbali tramite molesti segni di interpunzione, l’intera narrazione risulta poco scorrevole e piuttosto confusionaria, sfociando spesso in un lungo, continuo flusso di coscienza malamente ricucito addosso alle giornate della protagonista. Ed è con l’abuso maldestro di questo espediente che ieri e oggi si accatastano alla rinfusa senza una logica veramente razionale. Ciò, purtroppo, non rende difficile intuire già dalle prime pagine i principali (e pochi) colpi di scena della trama.

L’intreccio è al più banale. Troppo ormonale l’introduzione, comunque ancora superiore alle tanto vendute “cinquanta sfumature”. L’Io narrativo non entra spesso in particolari imbarazzanti ma si concede comunque delle evidenti tinte erotiche che finiscono per sminuire i personaggi e la loro caratterizzazione. Tutti gli attori in scena sembrano poco più che pupazzetti di pezza, pervicaci nel perseguire obiettivi futili e da un passato verosimile ma anche piuttosto stereotipato.

L’unico elemento di novità e di pregio è dato dai pezzi relativi al Tuttomio, metafora della continua ricerca di equilibrio della mente umana, la quale è in grado di costruire leggende e fiabe fantasmagoriche pur di compensare una realtà spesso desolante.

Nonostante Arianna risulti il personaggio meglio caratterizzato del gruppo, il suo carisma risente molto di un mancato effetto di costruzione del personaggio, che al contrario regredisce inesorabilmente in tutto e per tutto, in un finale affrettato e affettato.

Giudizio finale: una lettura squisitamente porno soft, con qualche idea originale innestata una trama scontata e senza consistenza. Il mio voto finale per il Tuttomio è 5.

Annunci

Ed eccomi di nuovo ospite di questo piccolo blog, stavolta pronto ad intervistare Massimo Stella, autore del libro di didattica “In Palestra per la Fisica”, recentemente pubblicato sui principali store online della grande distribuzione.

HAL: Massimo, presentati brevemente ai nostri lettori.

MS: Ciao a tutti, sono Massimo Stella, ho 25 anni e sono laureato in Fisica, con una tesi in fisica teorica. Dopo alcuni problemi personali e burocratici, a breve inizierò ufficialmente un dottorato in Scienze della Complessità a Southampton.

HAL: Che cosa è esattamente “In Palestra per la Fisica”?

MS: Si tratta di un ebook, scaricabile al prezzo di un paio di caffè, che contiene ben 260 esercizi di fisica sotto forma di test, ciascuno dei quali risolto e approfondito. Ho scritto questo testo cercando di creare qualcosa di facilmente comprensibile, soprattutto per quegli studenti che non hanno avuto la fortuna di studiare fisica in maniera continuativa. Può essere usato per l’ammissione ai test per Ingegneria, Medicina, Scienze Infermieristiche e Odontoiatria, oppure per gli OFA per facoltà come Fisica e Matematica. Il 10% dei quiz è in inglese scientifico, di modo che l’ebook possa essere usato anche per prepararsi al GRE in Fisica o alla prova di ammissione a Medicina in lingua inglese.

HAL: Come è nata l’idea di creare un ebook per la didattica? Alla tua età scrivere un libro di quiz non è esattamente una cosa comune…

MS: La scorsa estate ho lavorato come docente esperto per Fisica all’interno di un corso per la preparazione ai test di ammissione a Medicina. La cosa molto positiva del corso era la sua gratuità, concertata appositamente da alcuni licei della Provincia di Brindisi. Gli studenti hanno potuto seguire in due mesi ben 150 ore di didattica frontale tra Fisica, Chimica, Logica, Matematica e Biologia, il tutto senza pagare nulla (a differenza di quanto accade di solito con i corsi di preparazione). Con gli appunti e le domande che ho scritto appositamente per il corso ho iniziato a buttare giù una bozza del libro, scrivendo poi le soluzioni e disegnando gli schemi illustrativi.

HAL: Come è strutturato l’ebook? Non sarà per caso un altro di quei bignami concentratissimi e semi-incomprensibili, spero.

MS: (sorride) No, l’idea è sempre stata quella di creare qualcosa di semplice, facilmente reperibile, di qualità ma comunque ultra low-cost. “In Palestra per la Fisica” è strutturato come un vero e proprio corso di preparazione ai test di ammissione a facoltà: lo studente/lettore inizia affrontando un test di ingresso per valutare eventuali lacune, quindi si susseguono 10 unità in cui si affrontano vari argomenti, per poi concludere con le batterie finali di ricapitolazione (con tanto di foglio-risposta sul quale riportare le risposte, proprio come nei test veri e propri).

Copertina

“L’idea è sempre stata quella di creare qualcosa di semplice, facilmente reperibile, di qualità ma comunque ultra low-cost.” (Massimo Stella)

HAL: Bene. So che me ne pentirò, ma vorrei chiederti anche quali sono gli argomenti trattati nel corso del libro? A quale programma corrispondono?

MS: Le unità ricalcano i programmi ministeriali per l’ammissione a Medicina con degli ulteriori “innesti” che potrebbero essere utili soprattutto a chi si prepara per Ingegneria. I temi trattati spaziano dalle Grandezze Fisiche alla Cinematica, dai Principi della Dinamica a quelli di Conservazione, dalla Fluidostatica alla Struttura della Materia, passando per la Termodinamica, l’Elettromagnetismo e l’Ottica. Insomma, è un ebook con abbastanza carne al fuoco.

HAL: Quanti paroloni. Spero che uno studente non si spaventi di fronte a tutti questi argomenti…

MS: Quello che ti ho citato è praticamente il programma di studio di un alunno del liceo scientifico. Non c’è da spaventarsi comunque, ogni esercizio è risolto cercando di inserire quanti più concetti utili possibili nelle spiegazioni, che difficilmente risulteranno troppo stringate, come capita spesso nei libri omnicomprensivi (e che onestamente ritengo piuttosto costosi per quello che offrono).

HAL: Senti, come mai la scelta dei quesiti in inglese? Che io sappia gli altri libri alpha del settore non hanno quiz in lingua.

MS: Oggi l’inglese è fondamentale, soprattutto visto che con la crisi economica la conoscenza di una lingua aumenta il numero di opportunità lavorative. Abituarsi all’idea dell’inglese, anche nei quiz, paga sempre. Non solo per chi vuole prepararsi ai Graduate Examination Records per Fisica, ma anche per chi vuole migliorare le proprie conoscenze in vista di un esame in lingua. Devo dire che i quesiti sono stati un vero problema durante il corso (soprattutto perché il linguaggio scientifico richiede un certo lessico specifico) e hanno sorpreso anche diversi correttori di bozze. Spero che il lettore capace riesca a passare con disinvoltura dai quesiti in italiano (evidenziati in grigio) a quelli in inglese (evidenziati in azzurro).

HAL: Insomma, tante buone intenzioni e molto impegno. Come mai non hai pensato a distribuire l’ebook gratuitamente?

MS: Acquistare l’ebook gratuitamente è possibile! (Sottolinealo, HAL!) Registrandosi a UltimaBooks si hanno 3 euro di buono da spendere, da lì si può noleggiare In Palestra ad 1 euro per 2 giorni oppure acquistarlo a 2,49 euro. E si hanno ancora altri soldi per altri acquisti!!! Tornando alla domanda, in passato ho realizzato alcuni lavori gratuitamente sotto licenza CC e ho avuto brutte esperienze. Associarmi ad un editore digitale mi protegge da eventuali plagi o manomissioni e mi stimola anche a far meglio. Inoltre, con i ricavi della vendita digitale, vorrei racimolare i fondi necessari a far partire anche un servizio di Print On Demand a prezzi competitivi. Attualmente, comunque, chiunque può acquistare l’ebook e stamparlo, spendendo in tutto circa dieci volte meno di altre soluzioni ben più costose e troppo succinte.

HAL: Bene, Massimo. In bocca al lupo, allora!!!

Una bella lettura leggera, ogni tanto, ci vuole proprio. Soprattutto se si possono conciliare divertimento e apprendimento di una lingua straniera. Questo è, infatti, il secondo testo non specialistico che leggo in inglese. Il registro è semplice, colloquiale in diversi punti e con pochi inglesismi ricorrenti e di facile interpretazione.

Becky Bloomwood è una giovane venticinquenne alle prese con una carriera giornalistica monotona e una vita sentimentale inutile. Sullo sfondo della Londra di inizi anni Duemila, Becky colma i molti vuoti della propria vita comprando e acquistando di tutto di più, sino a raggiungere livelli patologicamente compulsivi. La vita da freelancer a Successful Saving la porta a presenziare spesso a estenuanti conferenze sui segreti dei depositi bancari, sulle ultime mode di investimenti e obbligazioni e sulle più recenti tendenze in termini di fondi pensionistici e contributi. Una palla continua, che tuttavia è il pretesto utile per incontrare il giovane Luke Brandon, imprenditore di successo belloccio e taciturno. In occasione dell’ennesimo saldo irrinunciabile, il destino di Becky e Luke si interseca, innescando una spirale di situazioni paradossali e divertenti minuetti comici a suon di corrispondenza.

Nonostante Confessions of a Shopaholic sia universalmente relegato alla nicchia del genere “chick-lit” (in cui una giovane donna impacciata ma carina si rende conto del proprio potenziale e finisce tra le braccia del belloccio riccone di turno), il libro riserva qualche dettaglio interessante. Contrariamente alla trasposizione cinematografica, la Becky venticinquenne è una giovane donna con evidenti problemi ad accettare il fatto di essere diventata un’adulta. Incapace di impegnarsi attivamente al lavoro, attua tutti i trucchi possibili per “sembrare” intelligente e cercare di portare a casa lo stipendio con il minimo sforzo. Totalmente inetta nelle faccende domestiche, ha una vita sentimentale altalenante e singhiozzante. Le amicizie vere si limitano alla storica coinquilina e nella sua vita svolgono ancora un enorme ruolo di supporto i genitori, a loro volta infantili e affezionati.

Il quadro della Becky londinese ad inizio libro è quello di una giovane donna frustrata da un presente assillante ed emozionalmente bloccata. Una figura ancora più attuale oggi, vista la profonda crisi (non solo economica) che attanaglia la società moderna in tutto il mondo.

E’ proprio per cercare di sfuggire al dolore di questo invalicabile blocco che la ragazza acquista creme idratanti, accessori, vestiti e suppellettili di dubbia utilità. Al pari di una droga, l’acquisto compulsivo genera in lei un diffuso sollievo, che però svanisce in breve e genera un’enorme dipendenza. E’ quasi come se Becki sentisse di avere un posto nel mondo solo al momento di dover acquistare qualcosa. Sensazione terribile, poiché il senso di completezza dovrebbe scaturire da altri traguardi come famiglia, lavoro, carriera, sport e altro ancora. In questo profilo, andando oltre le situazioni comiche di chi non riesce patologicamente a non comprare nemmeno uno stupido paio di pantaloni zebrati, la Kinsella ci presenta un’antieroina di grande complessità.

Fattore positivo della personalità di Becki, invece, è la sua capacità di voler affrontare i problemi in maniera costruttiva. Cerca di cambiare lavoro più volte, chiede consiglio ai genitori, collabora con la coinquilina: ha un approccio pratico ai propri problemi e non ha paura a mettersi in maniche di camicia pur di risolverli. Anche la fortuna gioca la sua parte, come sempre in questi libri “leggeri”, e il finale porta ad una conclusione inaspettata le gesta della shopaholica!

GIUDIZIO FINALE: 7 – Situazioni ironiche, dialoghi frizzanti, spaccato della vita Londinese di inizio millennio apprezzabile. Molti sono gli stereotipi in gioco. Alcuni elementi originali intervengono nella patologia della protagonista. Finale divertente e non proprio del tutto scontato.

Galleria

Pubblicato: 05/05/2012 da hal09000 in Senza categoria
Tag:, , , , , , ,

Tra poco arriverà il caldo afoso estivo e probabilmente sarebbe splendido poter andare in vacanza in un posto del genere…

Image

O magari in un posto più vicino a Lecce e più tranquillo, come questo…

E perché non soggiornare, invece, proprio a Lecce, la bella Firenze del Sud?

Foto di Paride De Carlo

Foto di Paride De Carlo

Se, oltre ai misteri che si celano dietro il Gioco dell’Angelo, siete alla ricerca di una casa vacanza del Salento allora date un’occhiata a questa galleria online con foto e riferimenti di alcuni soluzioni per S. Cataldo, Torre dell’Orso e Lecce che, forse, potrebbero interessarvi: www.villalacerasa.it/gallery

Se, invece, volete avventurarvi tra i misteriosi arcani della fatica di Carlos Ruiz Zafón allora seguite questo link alla spiegazione del nostro bravo (e sempre più indaffarato) arlian34.

Reboot

Pubblicato: 22/03/2012 da hal09000 in indipendente
Tag:,

Il buon vecchio Arlian34 non se la sta passando molto bene in questo periodo, come sicuramente si saranno accorti i lettori di Nonunsolospettacolo a giudicare dalla data dell’ultimo intervento.

Piuttosto che chiudere baracca e bottega, Arlian mi ha chiesto di sostituirlo per qualche tempo alla guida del blog.

Io ho accettato con piacere e ad ogni modo ho in mente di non modificare più di tanto le sezioni o la grafica e di non discostarmi troppo dalle linee guida per gli argomenti degli articoli dei precedenti mesi, almeno per il momento. Arlian34 resterà comunque a sorvegliare il tutto e di tanto in tanto sono sicuro che tornerà a scrivere qualcosa.

Ora come ora spero che questa nuova avventura si riveli interessante, non solo per il sottoscritto ma anche per tutti i nostri lettori!

Leggendo le domande scritte relative alle 4 scelte da fare per il referendum prossimo venturo (si vota il 12 e il 13) pare proprio che la trasparenza sia meno importante dell’immancabile sequela di date e numeri che (ahimé) affliggono la burocrazia delle società contemporanee.

Per farci quindi un’idea più chiara sul significato delle 4 voci andiamo ad analizzarle una per una (riporto le voci da forumcivico).

Quesito 1 Scheda Rossa

“Vo­lete voi che sia abro­gato l’art. 23 bis (Ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza eco­no­mica) del de­creto legge 25 giu­gno 2008 n.112 “Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 6 ago­sto 2008, n.133, come mo­di­fi­cato dall’art.30, comma 26 della legge 23 lu­glio 2009, n.99 re­cante “Di­spo­si­zioni per lo svi­luppo e l’internazionalizzazione delle im­prese, non­ché in ma­te­ria di ener­gia” e dall’art.15 del de­creto legge 25 set­tem­bre 2009, n.135, re­cante “Di­spo­si­zioni ur­genti per l’attuazione di ob­bli­ghi co­mu­ni­tari e per l’esecuzione di sen­tenze della corte di giu­sti­zia della Co­mu­nità eu­ro­pea” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 20 no­vem­bre 2009, n.166, nel te­sto ri­sul­tante a se­guito della sen­tenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”.

Interpretazione Quesito 1 : La voce chiede se si è a favore della ABROGAZIONE dell’art. 23 bis (di cui è disponibile una copia qui) inserito nella finanziaria del 2009 e atto a regolare l’introduzione di privati nella gestione delle reti idriche, le quali resterebbero comunque di proprietà privata. Una possibile privatizzazione dell’acqua porterebbe ad una frammentazione del mercato e i benefici in termini economici per il singolo utente potrebbero essere anche piuttosto striminziti. Comunque l’articolo stesso prevede l’istituzione di opportuni organi di controllo che vigilino sulla qualità dei servizi offerti. A giudicare dalla tendenza di ritorno al pubblico in gran parte d’Europa, la privatizzazione dell’acqua sembra comunque un affare per pochi.

NonUnSoloSpettacolo supporta il SI – Abrogazione dell’art. 23 – Votando SI si è contro la privatizzazione idrica.

Quesito 2Scheda Gialla

“Vo­lete voi che sia abro­gato il comma 1, dell’art. 154 (Ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato) del De­creto Le­gi­sla­tivo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in ma­te­ria am­bien­tale”, li­mi­ta­ta­mente alla se­guente parte: “dell’adeguatezza della re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale investito”?”.

Interpretazione Quesito 2: Probabilmente il punto più importante dei quattro visto che l’art. 154 succitato consente agli enti privati di prevedere una quota di guadagno di impresa (completamente differente e indipendente dai costi di investimento, sviluppo e manutenzione) sull’erogazione del servizio. In parole povere un ente privato può fissare una certa percentuale di guadagno netto sulla semplice ridistribuzione di un bene di primaria importanza come l’acqua. La generazione di questa ricchezza non può che provenire, per via di una certa legge di conservazione, da un ulteriore aggravio economico sulle tasche dell’utente medio.

NonUnSoloSpettacolo supporta il SI – Abrogazione dell’art. 154 – Votando SI si è contro il guadagno netto sulla pura ridistribuzione dell’acqua potabile.

Quesito 3Scheda Grigia

“Vo­lete voi che sia abro­gato il decreto-legge 25 giu­gno 2008, n. 112, con­ver­tito con mo­di­fi­ca­zioni, dalla legge 6 ago­sto 2008, n. 133, nel te­sto ri­sul­tante per ef­fetto di mo­di­fi­ca­zioni ed in­te­gra­zioni suc­ces­sive, re­cante Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria, li­mi­ta­ta­mente alle se­guenti parti: art. 7, comma 1, let­tera d: rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nucleare?”.

Interpretazione Quesito 3: Solo le ultime poche righe della domanda permettono di capire il tema di attinenza: l’istituzione di centrali nucleari in Italia, paese che già nel 1987 si espresse negativamente a riguardo. L’energia nucleare può essere un’alternativa intelligente all’importazione di energia a caro prezzo da paesi stranieri tuttavia comporta profonde problematiche riguardanti la gestione delle scorie tossiche e la manutenzione dei siti di stoccaggio. Non siamo stati capaci di gestire sensatamente il problema dello smaltimento dei rifiuti. Potremo quindi affrontare quello ancora più complesso relativo alle scorie nucleari? Alternative pulite all’energia nucleare possono esserci, un esempio clamoroso è costituito dai prodigiosi risultati dell’eolico in Puglia.

NonUnSoloSpettacolo supporta il SI – Votando SI si è contrari alle centrali nucleari in Italia.

Quesito 4 – Scheda Verde

“Vo­lete voi che siano abro­gati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 non­chè l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 nu­mero 51 re­cante “di­spo­si­zioni in ma­te­ria di im­pe­di­mento a com­pa­rire in udienza?”.

Interpretazione Quesito 4: Questa è forse la sola scheda comprensibile, visto anche l’immancabile tam tam mediatico su vizi e (poche) virtù di chi ci governa. Il legittimo impedimento potrebbe dare la libertà al pre­si­dente del Con­si­glio (o ad un mi­ni­stro) di non com­pa­rire in tri­bu­nale e quindi di rallentare notevolmente il decorso dei processi che li vedono implicati.

A giudicare dalla lista di presenze/assenze del mese di gennaio 2011 le assenze ammontano alla quota non trascurabile di ben il 21%. Esemplificando di molto la cosa, un giorno su cinque un ministro manca al proprio dovere. Si tratta di circa una intera settimana nell’arco di una mensilità. Non so voi ma l’ultima volta che ho controllato gli appelli in tribunale duravano molto meno.

NonUnSoloSpettacolo supporta il SI – Votando SI si è contrari al legittimo impedimento.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. (Preambolo dell’Articolo 3 della Costituzione Italiana).

Non ci sono cittadini di serie A e di serie B in un paese democratico.

Ricordiamocelo nei giorni 12 e 13 giugno, quando andremo a fare la nostra scelta.

I canali di comunicazione stanno cambiando.

Le motivazioni di questa svolta epocale si ritrovano dietro alla lotta spietata al digital divide e sono principalmente di stampo:

  1. tecnologico (internet ad alta velocità si può avere oramai non solo via cavo ma anche grazie alle reti 3G e ai protocolli ad alta velocità dei gestori di telefonia mobile) ;
  2. sociale (molte sono le campagne di informazione che vedono la diffusione della rete all’interno dei centri familiari, supportate anche dalla facilità di apprendimento del computer da parte dei più piccoli);
  3. economico (acquistare un computer non richiede più un patrimonio e inoltre molti servizi telematici si trasformano spesso in un prezioso risparmio in termini di denaro e di tempo).

Per questi e molti altri (e più complicati) motivi, le masse oggigiorno si rivolgono sempre di più verso internet e sempre di meno verso i canali standard di comunicazione. La carta stampata beneficia delle varie applicazioni per lettori tablet, gli ebook vanno per la maggiore, i social network rimpiazzano lo spasmodico scambio di messaggini.

E Youtube va per la maggiore.

Youtube, il canale nato nel 2005 in California come semplice strumento di condivisione di filmati amatoriali, è oggi il terzo sito al mondo più visitato quotidianamente e anche la sezione Italia riscuote risultati poco meno che superlativi in termini di click. In questo quadro affollato è naturale aspettarsi una continua evoluzione del mezzo internettiano, spinta anche dalla presenza, come appena sottolineato, di un vasto pubblico.

In quest’ottica nasce l’iniziativa amatoriale di Freaks!, per gli amici Frics, web-serie prodotta da un manipolo di giovani ragazzi con la passione per i mondi del grande e del piccolo schermo e tutti, chi più chi meno, alle prese con un canale su Youtube Italia. Il format della serie è un semplice episodio di una ventina minuti e scevro di qualsiasi stacco pubblicitario, completamente fruibile online.

La trama si ispira chiaramente a lavori di nicchia (Misfits) e non (Heroes), a loro volta ispirati all’intramontabile leit motiv del supereroe fumettistico, dotato di super-poteri e perennemente in cerca di un barlume di normalità. Le vite di cinque ragazzi normali della Roma odierna si mescolano misteriosamente per via di una amnesia di massa, che stranamente li accomuna. Tutti e cinque si ritrovano con i numeri degli altri memorizzati sui propri cellulari, peccato solo che non ricordino assolutamente nulla a riguardo e che, peggio, abbiano un vuoto completo riguardo gli ultimi quattro mesi.

A rendere ancora più misterioso il tutto c’è la loro acquisizione di poteri straordinari. C’è infatti Marco (Guglielmo Scilla), il ragazzo posato e comprensivo, che ha la capacità di viaggiare nel tempo in seguito ad un’improvvisa eccitazione mentre il più sfrontato Silvio (Claudio di Biagio) scopre invece di avere una fortuna sovrannaturale che farebbe impallidire persino Gastone (con somma contentezza di Paperino!). Su un versante più interiore si ritrova invece il potere dell’emotivo Andrea (Andrea Poggioli), in grado di proiettare le proprie emozioni negli altri come in una sorta di empatia inversa. Nell’altra metà del cielo ritroviamo invece le due ragazze del cast, ovvero la timida ed umana Viola (Claudia Genolini), il cui potere può accecare gli altri, e  Giulia (Ilaria Giachi), le cui capacità sono ancora in gran parte sconosciute e spaziano dalla preveggenza alla forza inaudita, previa, forse, debita assunzione di sangue umano.

A minacciare questo scalcinato gruppo di giovani qualunque c’è un terribile figuro senza volto e dalla ossessionante onnipresenza. Avrà forse niente a che fare con l’improvvisa acquisizione dei loro poteri? E cosa sono quegli strani braccialetti arancioni che sembrano andare tanto di moda nella Roma di oggi? E…

La fotografia delle 4 parti sinora trasmesse tramite Youtube (con cadenza quasi settimanale) è veramente straordinaria: pulita e nitida. Alcune ambientazioni risultano ottimamente illuminate e molto scene in notturna garantiscono un naturale fascino. Dietro la regia c’è comunque la mano di un altro eroe (di Youtube), il ventenne Matteo Bruno (Canesecco), il quale ha già dimostrato ampiamente di saperci fare. Il montaggio degli episodi, portato avanti da Di Biagio stesso e da Bruno, si è rivelato sinora essenziale e ispirato, professionale e vincente.

Se sul versante visuale Freaks! non ha nulla da invidiare a grandi produzioni, sul lato della sceneggiatura e dei dialoghi ci sono invece numerose pecche. I giovani protagonisti sembrano veramente ragazzi della loro età e questo si riflette nel qualunquismo di molte loro battute e nella brusca superficialità di diversi passaggi narrativi, forse dettati anche dalle più importanti necessità di scena. Ad ogni modo si tratta di pecche minori, presenti anche queste in molte produzioni televisive e che da un certo lato non penalizzano il prodotto, sebbene lo inquadrino come puro mezzo di intrattenimento e ne limitino gli sfoghi creativi (che di per sé sono invece notevoli).

Questi piccoli aspetti, ampiamente migliorabili, non devono però tradire sull’alta qualità della produzione globale (che resta una produzione auto-prodotta da un piccolo gruppo di ventenni), talmente ben confezionata da ingannare positivamente sulle sue origini.

Sinora sono due le band ad essere state impiegate nella colonna sonora: gli ElectricDiorama (noti soprattutto per Mr. Fantastic) e gli AboutWayne, che per l’occasione hanno anche composto e suonato la canzone della fascinosa sigla iniziale  intitolandola appunto Freaks!.  Anche queste band sono composte da giovani e il commento sonoro offerto è sempre e comunque di alta qualità.  Tra l’altro il cantante degli AboutWayne, Giampaolo Speziale,  ha partecipato attivamente alla creazione della serie e impersona nella serie un personaggio misterioso, destinato a riservare non poche sorprese…

Solo 3 episodi sono pochi per poter cercare di valutare l’enorme talento del cast. A voler essere obiettivi non si può non notare come la componente femminile risulti attualmente più convincente della controparte maschile, sicuramente anche per via di differenti percorsi di formazione nel mondo della recitazione. Ilaria Giachi riesce infatti a portare avanti il ruolo della “discontinua” e misteriosa Giulia con una naturalezza sorprendente mentre Claudia Genolini risulta convenientemente fragile nella sua condizione di neo-eroina dal potere negativo. Nel cast maschile brilla invece la spigliatezza di Claudio di Biagio, il cui ruolo di “simpatico impiccione” però forse facilita un attimo le cose rispetto ai più introversi personaggi di Marco e Andrea, che comunque sono più che all’altezza della situazione.

A testimoniare lo sforzo creativo per rendere il tutto quanto più professionale possibile vi è anche la partecipazione di una doppiatrice esperta come Antonella Rinaldi (tra le altre Lucy Liu in Cypher e Lois ne I Griffin) nei panni della madre di Silvio. A guardare i titoli di coda si registra anche il continuo allargamento del gruppo iniziale, che ora prevede anche addetti agli effetti speciali al computer e make up artists (non si sa mai, forse anche ClioMakeUp potrebbe finire per fare una comparsata nella serie…).

Giudizio Finale: non perdete la serie su Youtube!

Aggiornamento: finalmente nel quarto episodio della serie Marco mostra un po’ di spessore. Ben realizzate la scena iniziale (praticamente una autocitazione ai vari video di Willwoosh) e quella al ristorante!