Questa non è una spiegazione – Il Gioco dell’Angelo di Carlos Ruiz Zafòn

Pubblicato: 07/05/2009 da MS in Libri
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NOTA: Ormai è trascorso un po’ di tempo da quando ho letto “Il Gioco dell’Angelo” e devo dire che ne ho piacevolmente ritrovato le atmosfere visionarie in un thriller psicologico, che si chiama “Omen – Presagi della Mente“. Se vi è piaciuto Zafòn molto probabilmente vi piaceranno anche Cavaliere e il suo finale all’ultimo colpo di scena 🙂

Il motivo di questo post è ripercorrere i sentieri contraddittori del libro ‘Il Gioco dell’Angelo’ e proporre una mia personalissima visione. Chiunque non abbia letto questo libro assolutamente intenso è invitato a non scorrere le righe successive o rischia di rovinarsi parecchie sorprese.

Prima domanda: Chi è Andreas Corelli?

Nel libro ci viene presentato come un editore molto influente, contraddistinto dalla simbologia di una piccola spilla di argento a forma di angelo. Successivamente veniamo a sapere da vecchie foto e documenti sbiaditi che Andreas Corelli oramai dovrebbe essere passato ad una vita migliore. Eppure David visita la sua casa, osserva il suo maggiordomo e il suo autista gli dà addirittura un passaggio a casa. Andreas Corelli parla con David in più occasioni.

Andreas Corelli è solo una delle molte incarnazioni dell’autore di questa frase (tratta da Paradise Lost, di John Milton):

– Meglio regnare all’Inferno che servire in paradiso! –

Gli indizi sono veramente tanti, in primis la storia raccontata da Corelli stesso riguardo il difficile rapporto con il padre, che non lo aveva compreso e lo aveva addirittura ripudiato. Ed è ancora Andreas ad offrire una cura misteriosa per il male di David, ma su questo torneremo ancora dopo, è sempre Andreas a cercare di traviare l’anima di Martìn proponendogli di scrivere un falso testo sacro su una nuova religione. Prima del finale anticlimatico, Martìn si reca alla residenza di Corelli e…

Seconda Domanda: Cosa sono i manichini nella villa di Andreas Corelli?

La villa appare in uno stato di tremendo abbandono. Terribili foto ritraggono persone dallo sguardo cupo e triste ed in alcune di esse compare lo stesso Corelli. Martìn lo osserva nella penombra sorseggiare un vino rosso e, in un crescendo di rabbia e sgomento, finisce per sparargli. Egli pensa immediatamente a controllare il cadavere del suo datore di lavoro ma si accorge di aver sforacchiato un semplice manichino.

E si scopre che anche l’autista e il maggiordomo di Corelli, osservati più attentamente, non sono altro che burattini antropomorfi.

I burattini non hanno una simbologia molto evidente ma possono rappresentare gli oggetti di una manipolazione, proprio come quella che il Corelli ha ordito nei confronti di David e di, sicuramente, molti altri. Inoltre i burattini antropomorfi hanno anche una funzione essenziale nel libro, poichè rappresentano dei travestimenti verosimili che convalidano la tesi del ‘Non è soprannaturale ma c’è una spiegazione razionale per questo!’, un meccanismo notissimo. L’autore ha l’intenzione di presentare al lettore un mistero, quindi di fargli intravedere che ci possa essere una spiegazione razionale, e spesso grottesca, a quello che si pensa ‘impossibile’. A chi fosse un appassionato della simbologia dei burattini consiglio di giocare il mio Frammenti di Identità.

Terza Domanda: Quale macchinazione ha ordito Corelli nei confronti di David?

Lo scopo dell’entità sotto le sembianze di Corelli è quella di traviare, ingannare e mistificare. Per fare ciò utilizza pochi artisti, che assoggetta al proprio volere più per necessità che per devozione. Corelli legge i primi racconti di David e ne nota la fragilità dell’animo, la propensione ad un lato oscuro e anche l’enorme talento. Chi meglio di uno scrittore per convincere la gente a credere a qualcosa di falso? Chi meglio di un creatore di finzioni e metafore per spingere le persone a smettere di credere nella vera religione?

Corelli spinge Martìn tra le braccia di una sensuale donna che ne corrompe la verginità prima, quindi gli fa credere di essere gravemente malato e di avere al tempo stesso l’unica speranza di salvezza, la quale però sarà solo la giusta ricompensa dietro un testo sacro di una nuova religione inventata di sana pianta, dalla A alla Z, sullo scimmiottamento delle altre.

Quarta domanda: Cosa significa l’ambulatorio al quale si reca David?

Notiamo immediatamente che la descrizione dell’ambulatorio presso il quale David va a fare delle analisi ricorda moltissimo un luogo paradisiaco di espiazione dei peccati e assume forti tinte evocative. Troppo evocative.

Scopriamo infatti dopo che quell’ambulatorio non esiste più, poichè dovrebbe aver chiuso oramai da dodici anni.

L’ambulatorio non è altro che una illusione, creata ad arte dal Corelli mistificatore. David inizia a suggestionarsi e a credere di avere solo pochi mesi di vita per via di un male all’encefalo. Grazie alla sua natura soprannaturale, il Corelli può ingannare i sensi di David senza che questi ne sia a conoscenza e fargli persino percepire i sintomi della malattia, sempre più evidenti. Con questo espediente, la disperazione di David cresce giorno dopo giorno. Egli pensa di stare per morire. Quando il libro che ha scritto viene stroncato dalla critica e persino sua madre, da cui suo padre divorziò anni addietro, lo considera al pari di spazzatura, la disperazione del ragazzo cresce. Essa giunge al culmine solo quando Martìn scopre che Cristina, di cui è segretamente innamorato, ha sposato il suo miglior amico, don Pedro Vidal.

Completamente oppresso dalla malattia e distrutto nella vita affettiva, girovaga per Barcellona sino a sfiorare l’idea del suicidio. Effettivamente non si suicida ma incontra Andreas Corelli, che gli propone una offerta folle. Una offerta che David accetta, visto che non ha nulla da perdere. Solo tempo dopo scoprirà che in realtà Cristina non ama Pedro.

Quinta domanda: David viene accusato della morte di Cristina. Come mai lei impazzisce? E’ veramente lui l’assassino?

Cristina tradisce Pedro e si accorge di iniziare a nutrire dei sentimenti profondi per Martin. Eppure lei ficca il naso dove non dovrebbe e rischia di rovinare lo scritto peccaminoso e bugiardo scritto da David, su commissione di Corelli. Ovviamente questi non può vedere svanire in una nuvola di fumo la sua macchinazione e si rivela ad Cristina. Non sappiamo in che modo ma lo spirito soprannaturale e malvagio rappresentato da Corelli cerca di far impazzire Cristina e la spinge ad allontanarsi da David. Lei stessa dice di essere riuscita a resistere a di essere stata ad un passo dal trasformarsi in una invasata. Ma la sua mente è irrimediabilmente corrotta. La ragazza ha perso il senso della normalità.

David rintraccia Cristina e la trova ricoverata in una clinica per malati di mente. Mascherato da dottore, Corelli riesce a far ingelosire David e a convincerlo a portar via Cristina. Successivamente infatti, si scoprirà che il dottore di cui possiamo leggere in questa fase del libro, non è mai stato impiegato in quella clinica. David riesce ad arrivare sino alla stanza di Cristina ma la trova stranamente vuota. Seguendo alcuni indizi David giunge sino al lago ghiacciato vicino alla clinica, ove si trova proprio Cristina. Vestita di bianco. La pelle candida. Il volto oramai perduto.

Lei ha perso la sua identità, è diventata solo l’ennesimo burattino di Corelli. Lui la ama comunque. Il ghiaccio è sottile. Lui si fa avanti. Lei lo rifiuta. Non potrà mai amarlo. Il ghiaccio si assottiglia. Non fino a quando ci sarà ‘il principale Corelli’. Lei è stata brava. Ha resistito strenuamente ma…è troppo. Il ghiaccio si rompe. In un gioco di candore glaciale, Cristina cade nel lago e la coltre di ghiaccio che lo ricopre si ricostituisce nuovamente sino a creare una barriera solida.

David riesce solamente a osservare attraverso le lastre di ghiaccio l’abbandono di Cristina alle correnti gelide. E il suo trapasso.

Tutto questo potrebbe essere una visione o una illusione. David dopo sognerà la scena e vedrà la morte di Cristina, la stessa cosa che succede proprio per i due editori di David, morti misteriosamente in un incendio. Ma nel finale è chiaro che, visto il rapporto tra Cristina e David, non sia stato lui ad ucciderla.

Sesta domanda: Chi ha ucciso i due editori disonesti?

Si tratta della stessa persona che ha appiccato fuoco parecchi anni prima al bordello. Si tratta dello spirito rappresentato da Corelli, che si ripresenta anche come una figura nera ignota mentre David fa il suo primo sopralluogo alle rovine dove la sera prima, tra lenzuole di seta e arazzi preziosi, aveva perso la verginità.

Una possibile teoria è che il regnante degli inferi possa controllare la mente di alcuni uomini e fargli credere di vivere una esperienza completamente diversa, illudendoli. Dunque è stato proprio David ad appiccare il fuoco ed uccidere i due editori disonesti, compiendo però questi gesti solo perchè governato dai fili di Corelli. Il suo subconscio, nonostante l’illusione, è consapevole di quello che ha fatto e, attraverso dei sogni, ripropone a David gli eventi accaduti (la scena della morte degli editori).

Settima domanda: Chi ha picchiato i due criminali che volevano violentare l’assistente di David?

Per la stessa teoria, David crede di aver semplicemente spaventato i due criminali ma in realtà li picchia selvaggiamente sotto l’influsso di Corelli. Giunto a casa si guarda allo specchio e si chiede cosa sia quella macchia nera che ha sul viso. Sangue.

Ottava domanda: Chi ha ucciso il maghetto da strapazzo?

Stavolta non si tratta di David ma dell’investigatore che lo sta tallonando. David esce dal laboratorio del mago da strapazzo ed incontra l’ispettore. I due si siedono ad un bar e, stranamente, il poliziotto inizia a divorare con grande soddisfazione alcuni pezzi di formaggio. Successivamente, in un dialogo tra l’ispettore e David, si scoprirà che il primo non ricorda di aver incontrato il secondo fuori dal negozio di magia o di essersi seduto al bar con lui.

L’ispettore in questa occasione ha un modo di mangiare estremamente simile alla golosità con cui Corelli divora delle zollette di zucchero nelle varie occasioni in cui si incontra con David.

Il dialogo del bar è particolarmente importante nell’ottica del libro, poichè per la prima volta David ha l’idea di raccontare quella serie di avvenimenti oscuri a qualcuno, tuttavia desiste. L’ispettore inoltre si lascia ad andare ad alcuni commenti molto interessanti, troppo per un personaggio così secondario. Non è improbabile che sia lui ad avere ucciso il mago.

Nona domanda: Gli eventi del finale accadono veramente?

Sì, il finale è veramente accaduto e non è un sogno di David, come viene lasciato intendere. La lettera che David riceve è vera e combacia con gli eventi, realmente accaduti, de ‘L’Ombra del Vento’. Inoltre la scena della piccola Cristina immersa nella luce del tramonto corrisponde ad una foto vera, più volte comparsa e citata nel racconto.

David non è invecchiato poichè non ha mai terminato il racconto blasfemo e non morirà prima di concluderlo e soddisfare così il contratto con Corelli. Vista la sua strenua volontà a contrastarlo e la potenza del libero arbitrio, Corelli non può più manipolarlo ma lo condanna al supplizio di veder vivere e morire la persona amata, una seconda volta.

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commenti
  1. chiara ha detto:

    benissimo credo che tu abbia centrato il tutto =) leggendo la tua spiegazione ho avuto subito le idee chiare ed ho capito cose che non avevo intuito.
    ti chiedo solo una cosa, perchè cristina aveva già quella foto? poi david alla fine dice che un’ombra lo insegue sempre. chi? e infine che quando cristina morirà lui finalmente la seguirà (o una cosa del genere) cioè?
    sei stato molto chiaro grazie =)

  2. arlian34 ha detto:

    Ciao Chiara, mi fa piacere sapere di esserti stato utile. Personalmente cerco sempre di razionalizzare le incongruenze della trama di un romanzo letto, per mia ‘deformazione professionale’. Ovviamente queste poche righe contengono SPOILERS.

    La foto è semplicemente un espediente narrativo: genera nel lettore un senso di ‘mistero’ che lo coinvolge e lo intriga. E’ improbabile che sia stato lo stesso Corelli a mandare la foto a Cristina, visto che l’immagine che ritrae è il monito di eventi futuri andati male, in cui David è riuscito ad evadere le scadenze del proprio contatto e l’oscuro Corelli è rimasto letteralmente a bocca asciutta. Nell’ottica dell’elemento ‘mistery’, la foto assume un senso come testimonianza di eventi futuri ma non ha una chiave logica, vuoi anche la fretta generale che si percepisce nel finale.

    L’ombra che insegue sempre David poco prima che questi raggiunga l’isola è la stessa ombra percepita durante la visita al bordello e in altre parti della storia, ossia il suo ‘capo’ Corelli.

    La punizione di David è quella di veder crescere Cristina, amarla e non invecchiare insieme a lei, poichè David stesso ha raggiunto una condizione di stasi. Su di lui i giorni non passano ma questa sua immortalità potrebbe non comportare anche una sua invincibilità. In poche parole, alla morte di Cristina David potrebbe scegliere di compiere un gesto estremo e sconsiderato, per seguire la sua amata.

  3. chiara ha detto:

    grazie mille =)

  4. giulia ha detto:

    Puoi spiegarmi meglio il legame tra David e Marlasca?E poi non mi è ancora molto chiaro chi è Corelli,non è mai esistito in realtà? Grazie mille in anticipo.:)

    • arlian34 ha detto:

      Ciao Giulia, mi fai una bella domanda 🙂 Seguono Spoiler!
      Marlasca è il precedente inquilino dell’enorme casa acquistata da David. Nel corso del libro apprendiamo che Marlasca è scomparso improvvisamente ed è dato per morto dalle autorità locali. Nel corso delle sue indagini però Martìn incontra un personaggio singolare in un quartiere povero di Barcellona, figura che si rivelerà poi essere il vecchio Marlasca, a sua volta impegnato in un ‘contratto’ con Corelli per la scrittura di una religione fittizia.
      Nel libro traspare la figura di Corelli a tratti come umana e a tratti come soprannaturale, questo per il singolare modo di giocare con il lettore proprio dell’autore. Alla fine del romanzo però si può sicuramente stabilire che Corelli rappresenta ‘l’Angelo Caduto’, l’avatar delle forze male, che cerca di corrompere e tentare gli uomini che incontra sul proprio destino legandole con un patto infernale che porta alla meta della dannazione.
      L’unico modo per rescindere questo contratto (‘Io ti offro la salute e la giovinezza eterna, in cambio voglio la corruzione della tua anima facendoti costruire una fede fantoccio’) è o non portare mai a termine il proprio incarico (scelta che compie David alla fine, lasciando il suo libro incompiuto) oppure offrire un’altra anima al proprio posto, cosa che tenta Marlasca a più riprese, tentando di uccidere Martìn. Questo suo ultimo tentativo però fallisce e lui stesso rimane coinvolto mortalmente.

  5. ivan ha detto:

    ciao…innanzitutto ti ringrazio per le interpretazioni che mi sento di condividere in toto.
    tuttavia…ho ancora qualche dubbio che vorrei condividere.
    perchè grandes dopo aver verificato che molte delle informazioni riferite da david sono in realtà false (la malattia, i soldi, la strega, la lapide ecc..) dice “quella spilla dell’angelo…gliel’ho vista addosso da quando la conosco”?
    e poi…chi uccide Valera e la vedova Marlasca?e perchè?
    infine, anche i soldi sono un’illusione (David va più volte in banca, preleva e utilizza i centomila franchi in più di un’occasione)?

    • arlian34 ha detto:

      Ciao Ivan,
      la spilla dell’Angelo è un pretesto letterario con cui l’autore confonde il lettore fino all’ultimo, rendendo più probabile la comprensione degli eventi come se si fosse trattata di una lunga ‘follia visionaria’, tutta ad opera di David. Ed in effetti alla luce della spilla si capisce che le illusioni con cui Corelli ha controllato David sono costruite tutte con elementi e ricordi propri dello scrittore. In questa ottica l’aspetto stesso di Corelli è dettato dalla mente di David, che vede indosso all’editore questa curiosa spilla in varie occasioni e la cui mente irretita non riesce a riconoscere come un proprio oggetto.
      La spilla dell’Angelo rappresenta la proiezione somatica dell’identità di David nelle terribili illusioni che ha vissuto nel corso della storia.
      Ad uccidere Valera e la vedova Marlasca è invece con molta probabilità lo stesso Marlasca, che vuole evitare a tutti i costi che David scopra la sua vera identità e suo il folle progetto di offrire l’anima dello sprovveduto scrittore al loro comune ‘datore di lavoro’.

      • Riccardo ha detto:

        Io continuo a non capire, e ogni volta che penso a questo libro trovo altre accezioni.
        Allora, se lo scopo di Marlasca era di usccidere Martìn per purificare la propria anima perchè non ucciderlo subito quando lo va a trovare pensando che sia ancora Ricardo Salvador? Perchè aspettare che Martìn si faccia il giro di tutte le persone coinvolte del caso di Marlasca? Avrebbe potuto farlo fuori subito e redimere la sua anima. E qui mi viene fuori un’altra domanda: ma allora Marlasca e Corelli non avevano più rapporti? Marlasca aveva cambiato identità per sfuggire da Corelli? Improbabile dato che Corelli era capace di scovare tutto e tutti sempre, no?? E soprattutto ancora non si è capito a cosa servissero le due figure di Irene Sabino e Jaco!!!!?
        Il libro paradossalmente mi è piaciuto ma non c’è un epilogo decente, una fine troppo misteriosa, si rischia di passare al fantasy-giallo !!!
        Chi mi chiarisce i dubbi??

  6. ivan ha detto:

    Grazie!
    ma i soldi…anche quelli sono frutto del perverso gioco di illusioni creato da corelli?
    anche in ragione del lungo dibattito su molti degli aspetti “oscuri” del libro, credo di poter dire che il gioco dell’angelo sia una di quelle opera che per essere compresa veramente deve assolutamente essere letta più volte, un pò come quelle canzoni o quei film che, per lasciare un segno dentro di te, necessitano un ascolto/visione multipli!

    • arlian34 ha detto:

      Personalmente penso che i soldi siano reali, in fondo David la casa la compra 🙂
      Comunque hai ragione, si tratta di un libro che merita una rilettura, magari a distanza di un pò di tempo!

  7. irene ha detto:

    grazie mille veramente….ho finito di leggere il romanzo da pochi giorni e non mi erano chiari diversi punti che tu mi hai chiarito benissimo! ho letto anche “l’ombra del vento” e adesso stò leggendo “Marina” e penso che Carlos Ruiz Zafon come autore è molto bravo anche se ho notato molte somiglianze con i diversi libri…. tra i tre quello che mi è piaciuto di più è stato l’ombra del vento!!!! 😀

  8. Ciskie ha detto:

    Brava! molto acuta e attenta ai dettagli.
    Ci sono tante piccole cose irrisolte nel romanzo che ti lasciano in bocca l’amaro lieve dell’irrisolto.
    Mi intriga assai ad esembio il bordello ensueno, inizio della perdizione. E i personaggi terribili che lo popolano: Chloe, la bimba con la mano di porcellana, e una sagoma nera come un ragno. Lo stesso ragno che gli uscira’ piu’ tardi dalla testa. A ben pensarci dentro quei luoghi allegorici c’erano gia’ tutti i presagi delle sventure future. E non e’ un caso che l’autore faccia iniziare la caduta verso l’inferno con il peccato piu’ diabolico: La lussuria.

  9. Espo ha detto:

    Volevo anche io ringraziare per le spiegazioni che hanno aiutato a farmi apprezzare questo magnifico romanzo.
    Volevo comunque chiede un chiarimento ulteriore se possibile…
    Come mai c’è stato un errore così plateale nell’omicidio del padre di David? (Era solo un povero ubriaco mentre Vidal era ricco e conosciuto in città)
    E perchè qualcuno ha tentato di uccidere il mentore di David?

    • arlian34 ha detto:

      Credo che la morte del padre di David sia un espediente narrativo per tenere alta la tensione e caratterizzare meglio il personaggio di Pedro, senza altri secondi fini. Nel romanzo si parla più volte di indagini riguardo gruppi anarchici e non è irragionevole pensare che qualcuno volesse far fuori il rampollo della prestigiosa ed influente famiglia Vidal.

  10. Alessandro ha detto:

    Mi è rimasto un dubbio su Marlasca.Da quanto ho capito,lui vuole ‘imprigionare’ david per riprendersi la sua liberta. Ma cosa ha scaturito la sua maledizione?il patto con corelli?
    oppure tale patto giunge solo dopo la morte del figlio,come per david arriva dopo il matrimonio di cristina?oppure ancora la morte del figlio è un’invano sacrificio del personaggio per redimersi?
    nonostante le mie domande,condivido la tua intrigante spiegazione,anchè perchè molto intrigante è il libro.complimenti

    • arlian34 ha detto:

      Sì, credo che la morte del figlio di Marlasca sia stato un tentativo del padre di effettuare uno scambio di ‘offerta’ con il soprannaturale Corelli. Il libro lascia intendere che la follia, l’incendio della grande casa con la torre e tutti gli eventi a seguire siano stati causati proprio dal patto con Corelli e si ripetano, in un modo o nell’altro, nelle vicende di David.
      Sono contento che a molti sia piaciuto il romanzo di Zafòn, che reputo essere un promettente autore contemporaneo.

      • dyd ha detto:

        ciao e complimenti per il post e per le interpretazioni che condivido in pieno (anche se,purtroppo, rimangono tanti piccoli particolari che il libro non ci permette di ricongiungere ad un fine comune e logico).Delle interpretazioni,non ne condivido solo quest’ultima.Io penso però che la morte del figlio Ismael non sia dovuta allo “scambio di anime” ma sia piuttosto la causa che muoverà Marlasca ad accettare l’offerta di corelli;in altre parole,alla morte del figlio,corelli propone a Marlasca di riavere suo figlio in cambio della stesura del testo religioso,quando marlasca decide di mollare cerca un anima a offrire e,secondo me,la trova inizialmente in Salvador(come lui stesso afferma nella stanza segreta prima di tetare di uccidere david) e poi nello stesso scrittore.I miei dubbi rimangono sulle uccisioni degli editori e dei malfattori e sul ruolo di grandes & soci,erano pagati davvero da Vidal padre?Cosa ne pensi?
        un saluto

      • arlian34 ha detto:

        Ciao dyd la tua ricostruzione della faccenda quadra. Ma come hai detto tu molti particolari restano indefiniti 🙂 L’uccisione degli editori e dei malfattori nel quartiere è probabilmente avvenuta per mano di David, magari sotto l’oscuro influsso di Corelli e quindi in uno stato di trance catatonica.

  11. marzia ha detto:

    ho appena finito di leggere il libro e grazie a questa pagina ho risolto molti degli interrogativi che mi sono posta, c’è ancora una cosa però che mi lascia perplessa.
    Quando ho letto del sacrificio di un’anima per un’altra, ho pensato che fosse stato proprio Marlsca a sacrificare il figlio, poi però continuando a leggere, non so perchè, questa idea si è allontanata dai miei pensieri. ora leggendo la risposta che hai dato ad Alessandro volevo capire se per “scambio di offerta” intendessi più o meno quello che ho pensato anche io. Ti ringrazio in anticipo =)

    • arlian34 ha detto:

      Prima di ogni cosa scusa il ritardo nella mia risposta 🙂 Penso che ci siano diversi indizi nel corso del finale che facciano pensare allo scambio di un’anima per un’altra, in particolare l’anima del figlio in cambio di quella del padre. Penso che la tua prima impressione fosse corretta!

  12. pinovit ha detto:

    Leggendo la proposta di Corelli per un pamphlet di un nuovo credo, mi sarei aspettato un riferimento a qualcosa di pagano, più che mistico, del tipo della “religione degli eletti” della Germania nazista. Il libro di Martin, insomma, come la miccia per far esplodere l’odio razziale e la tragedia della guerra, una specie di prologo al Mein Kampf…

  13. Bruno ha detto:

    Mi sono salvato il link prima di finire il libro, proprio perchè non tutto era chiaro, complimenti per il lavoro.

    Comunque, se non sbaglio, è una specie di prequel de L’ombra del vento, una generazione prima. E’ molto interessante scoprire in particolare il personaggio di Sempere “figlio” che poi sarà “Sempere padre” ne l’ombra del vento.
    Ma una cosa non mi è chiarissima : la madre che getta via il libro del figlio, anche lei è influenzata da Corelli ? Così come tutto l’insuccesso del libro ?

    • arlian34 ha detto:

      Grazie 🙂 Non ci sono molti indizi riguardo all’episodio specifico della madre. Sicuramente però il fallimento dell’esordio letterario di David è una concausa al suo abbattimento spirituale e in ultima analisi un incentivo ad accettare l’offerta di Corelli. Non dimentichiamoci che Corelli teneva d’occhio il giovane sin dalle vicende del bordello di alto borgo.

  14. Vin ha detto:

    Secondo me di Corelli hai Capito la Forma, ma non l’Essenza. Corellì è, sì l’Angelo che dal padre è stato “ripudiato e cacciato di casa” – alias Lucifero – ma non è un’illusione o una figura soprannaturale: rappresenta l’inconscio di David, chè è attratto e al tempo stesso spaventato dal “lato oscuro”. Corelli altro non simboleggia che la debolezza e la vanità dell’uomo – quella propensione al sottile piacere di tutto ciò che è proibito, oltre alla “volontà di potenza” che accomuna i due scrittori e, metaforicamente, tutti gli uomini. Infatti, Marlasca e David altro non cercano che una risposta immanente in grado di sconfiggere la caducità e la finitudine umana (la Morte) – e, quindi, sconfiggere Dio, sulla stessa stregua dell’angelo caduto.
    Molto arguto il riferimento a Milton. Complimenti 😉

    • arlian34 ha detto:

      Grazie 🙂 Uno spunto di riflessione molto interessante il tuo!

    • Stella ha detto:

      Ciao Vin…
      quello che dici non fa una piega… ma le cose coincidono:
      se per le religioni Dio è la personificazione fatta ad immaginee somiglianza di tutte le qualità positive umane (o quelle a cui aspira), l’angelo caduto “altro non simboleggia che la debolezza e la vanità dell’uomo – quella propensione al sottile piacere di tutto ciò che è proibito, oltre alla “volontà di potenza””, come da te citato.
      Per cui dire Diavolo significa alienare tutto ciò che ci spaventa. Alienare, appunto, vederlo ‘altro’, esterno.

  15. Alexxx ha detto:

    Ottime interpretazioni.
    Ho appena finito il libro e sono molto deluso, troppe incongruenze logiche, spiegabili solo con il soprannaturale o con il fatto che il racconto è in prima persona. Un pò come “LA VERSIONE DI BARNEY” di Mordecai Richler, con la differenza che lì almeno alla fine viene data una delucidazione logica, cosa che manca del tutto in questo lavoro del pur bravo Zafon. Troppi “espedienti narrativi”, troppo “piacersi” nella scrittura, troppe descrizioni tutte simili che appesantiscono la lettura.
    Infine una domanda: che cosa significa la colomba aperta?
    Grazie per l’attenzione e ancora complimenti per lo sforzo interpretativo!

    • arlian34 ha detto:

      Ciao Alexxx, grazie per essere passato da NonunSoloSpettacolo! Guarda…io ho da poco finito di leggere il tanto acclamato ‘L’Ombra del Vento’ e l’ho trovato piuttosto brillante nell’incipit ma sbrigativo e raffazzonato nella seconda parte. Il giudizio globale di un’opera tiene sempre conto della conclusione della narrazione: un brutto finale può rovinare anche un’ottima opera. E forse il finale ‘arcano’ del Gioco non soddisfa tutti…
      Detto questo, la Colomba è un simbolo cristiano relativo allo Spirito Santo e all’ideale di Salvezza Divina. Qualsiasi colomba martoriata non è pertanto di buon auspicio, anzi…

      • Alexxx ha detto:

        Il bello della lettura risiede proprio nelle differenti interpretazioni che possono esserci e nelle differenti emozioni che ogni libro è in grado di suscitare in ognuno.
        Bel blog, a presto!

      • arlian34 ha detto:

        Grazie mille Alexxx 🙂
        Ultimamente non ho più il tempo di aggiornare il sito con le recensioni degli ultimi libri letti ma presto prometto un mega-aggiornamento!

  16. rosa ha detto:

    oddio grazie mille per le spiegazioni!!:) ihih…ma invece la statua dell’angelo con inciso il suo nome e la data di morte?…coincide con l’anno che martin è partito…quindi considerato morto,anche perchè la casa della torre va a fuoco e troveranno un corpo (quello di marlasca) ma invece pensano che sia martin…giusto?oddio che macello!!ahahah

    • arlian34 ha detto:

      Credo la statua fosse semplicemente un monito per spaventare David. Del resto per via del cadavere carbonizzato le autorità non cercano Martìn quando questi viaggia in giro per il mondo.

  17. giuseppe ha detto:

    grazie prima di tutto di esistere, e grazie per le spiegazioni chiare e filosoficamente ineccepibili. Questo romanzo, non so bene perchè, ma ha toccato le corde della mia anima in maniera particolare, forse per il rapporto padre-figlio, da me molto sofferto.
    All’inizio e non solo, mi ha strappato tante lacrime, e adesso,pur essendo un “divoratore di libri” , fatico ad iniziarre un nuovo romanzo.
    Grazie. Beppe.

  18. Luca ha detto:

    Romanzo intrigante e colmo di nodi mezzi sciolti.
    Più o meno, le vostre spiegazioni sono tutte (anche se alcune contrstanti tra loro) verosimili. C’è un personaggio che secondo me inganna davvero tutti (noi), ed è l’ispettore Grandes. Insomma, dice a David che ha fatto varie ricerche in giro per verificare la sua versione dei fatti, ma, a mio dire, bluffa palesemente, Grandes non effettua alcun controllo in giro per Barcelona (visto che non vede l’ora di trovare un colpevole per i vari omicidi commessi) testimoniato anche dal fatto che Marcos e Castelo (gli altri 2 agenti) sono d’accordo con Grandes, poichè sono subito alle calcagne, come osservava Pedro Vidal, quando l’ispettore concede la finta fuga studiata a David.
    E’ chiaro che gli omicidi della vedova Marlasca, Roures, e Valera sono opera di Diego Marlasca. Degli omicidi dei 2 editori, ho dei dubbi sulla mano di David impersonificato da Corelli o da Corelli stesso (ipotizzando che Corelli, rappresentando Lucifero, possa uccidere con la sua arma naturale: IL FUOCO).

  19. sary ha detto:

    Ringrazio vivamente per la spiegazione! Un libro a dir poco fantastico, ma che prevede un certo impiego energetico, per la mente. Tutti questi commenti mi hanno aperto gli occhi su numerosi aspetti che mi risultava difficile intuire. Ma un dubbio l’ho ancora: Corelli esisteva realmente o era solo frutto dell’immaginazione di Martin? GRAZIE MILLE 🙂

  20. Gioiaa9994 ha detto:

    bellissimo libro, grazie a te ho capito meglio di correlli ke non riuscivo a inquadrare, troppomisterioso, ma in fin dei conti Zafon e trai i miei autori preferiti porprio per questo, perche ti lascia sempre una sunspance e dell’amaro in bocca, perche non si riesce mai capire le sue vere intenzioni fino alla fine del libro.

  21. sara ha detto:

    è passato un pò dai vostri ultimi commenti ma io ho finito di leggere il libro solo ieri sera, quindi spero di essere ancora in tempo per commentare.
    Mi hanno dato un pò fastidio i troppi espedienti letterari, troppi elementi buttati lì solo per creare atmosfera e che non avevano una spiegazione nella trama, come le lapidi o i fantocci (tanto cari a zafon). E poi troppi interrogativi e incongruenze.
    Biblioteca dei libri perduti e cimitero dei libri dimenticati sono la stessa cosa secondo voi? e solo a me ha dato la sensazione che la sezione in cui deposita il suo libro maledetto fosse piena di volumi col nome lux aeterna, come se molti avessero ceduto prima di lui e marlasca e fossero giunti alla stessa conclusione?
    Io identifico corelli col diavolo e mi scoccia un pò che l’abbia scelto italiano. Solo avrei preferito che pretendesse qualcosa di più dalle sue vittime, alla fine non spiega bene a cosa serva questa religione, la accenna appena, immaginavo ci fosse una rivelazione di progetti oscuri, ma niente.
    Poi mi domando, ma se marlasca cercava un’altra anima e aveva già ucciso sander non era a posto? a che gli serviva david? alla fine uccide moltissime persone, compreso sempere la cui anima era pura quindi perchè pretendere l’anima di martin? sarebbe stato libero e senza bisogno di rubargli il libro, o gli serviva il manoscritto finito per salvarsi completamente? e anche se così fosse, il manoscritto di david era finito o no? perchè io ho capito di si, finito e nascosto e se così fosse perchè il diavolo che può tutto non va e se lo prende?
    E in fin dei conti che maledizione è una che ti condanna alla vita eterna? capisco la sofferenza di non poter invecchiare con la donna amata ma avrà infinite vite da spendere e anche con parecchi soldi in banca (perchè anche io credo che non sia stato un inganno ma solo che grandes abbia mentito e non abbia affatto controllato nulla della storia di david), quindi che terribile maledizione è?
    grazie
    sara

    • arlian34 ha detto:

      A molti dei tuoi quesiti han risposto gli altri nei commenti, io aggiungo solo che anche la vita eterna potrebbe essere una punizione terribile. Pensa ad esempio al dispiacere di vivere ogni volta la perdita delle persone amate o l’impossibilità di costruire un rapporto che sia uno senza segreti…

  22. Federico ha detto:

    Devo ammettere che le allucinazioni di Corelli non mi sono mai passate per la testa… la cosa che mi ha shockato di più è stato la spiegazione della “lacrima di sanngue” che aveva David dopo il salvataggio di Isabella… Infatti quando andrà a parlare con i genitori di quest’ultima essi diranno che al Raval avevano ammazzato di botte due operai ! Quindi David senza rendersene conto ha massacrato gli aggressori di Isabella!

  23. Alice ha detto:

    Libro molto appassionante!! grazie per le spiegazioni ma leggendo i commenti mi è venuto un dubbio: se, come dice grandes, era sempre david a portare la spilla non sarà stato lui a trascinare via cristina mentre tentava di bruciare il libro visto che poi ritrova la stessa nel fondo del baule??

    • arlian34 ha detto:

      E’ una soluzione plausibile 🙂

    • laura ha detto:

      si secondo me è successo proprio questo, david perde di vista ogni sentimento di fronte all’importanza del manoscritto… questo per me è un passo cruciale del libro: corelli non può essere un’identità fisica, ma il lato oscuro di martin

      • Sergio ha detto:

        Non son d’accordo…infatti Cristina dice di aver visto solo gli occhi dell’aggressore: “occhi da lupo”. Penso che avrebbe riconosciuto gli occhi di David se li avesse visti.

  24. gian. 90 ha detto:

    ciao!come primo commento volevo dire che è un ottimo blog con ottime delucidazioni e argute spiegazioni. anche io ho da pochi giorni finito il libro che per molti aspetti è stato molto interessante e affascinante poichè l autore dà libera interpretazione al romanzo e nella seconda parte molto è coinvolgente ma mi ha lasciato un pò di amaro in bocca non avendo trovado nel finale maggiori indizi dell autore. per questo ho già iniziato a rileggerlo perchè solo cosi si possono cogliere anche le piu piccole sottigliezze. detto questo avrei due domande: non mi è chiara la storia del bordello ensueno dove ritrova l eroina del suo romanzo.che significato gli vuole dare l autore? e qual è il ruolo di salvador? perchè in una fase del libro david dice di riconoscere in una foto salvador che identifica in marlasca salvo poi non essere vero..perchè? spero di avere delle risposte! grazie 🙂

    • arlian34 ha detto:

      Il bordello iniziale è la realizzazione concreta di personaggi e situazioni di uno dei primi racconti di David, ad opera dell’elemento fantastico (Corelli) o psicotico (“E’ tutto un sogno!”). L’esperienza vissuta vuole essere intesa come una prova verso l’età adulta, un rito di passaggio superato il quale l’autore può considerarsi tale e diventare appunto un ottimo candidato per Corelli.
      Spero che qualcun altro ti aiuti per quanto riguarda Salvador, perché onestamente non ricordo più tutto del romanzo (l’ho letto ormai tre anni fa!) 🙂

      • gian. 90 ha detto:

        ahah grande!grazie lo stesso 🙂 vorrei chiederti, se per caso tu abbia letto il prigioniero del cielo e il principe nella nebbia, un parere su quale sia il piu bello visto che devo ancora leggerli entrambi.grazie! 😀

  25. […] volete avventurarvi tra i misteriosi arcani della fatica di Carlos Ruiz Zafón allora seguite questo link alla spiegazione del nostro bravo (e sempre più indaffarato) arlian34. Like this:LikeBe the […]

  26. Salvatore Caliolo ha detto:

    SPOILER:

    Ciao, io ho appena terminato di leggere Il Prigioniero del Cielo e ho trovato una leggera ma consistente anomalia.Se non volete sapere il tutto per evitare di perdere la sorpresa, non leggete 🙂
    Allora…nel finale del Gioco dell’Angelo, David riceve una lettera da Isabella la quale afferma di stare per morire per cancro. Bene, nel Pr. del Cielo accade che lei muore “avvelenata” da Valls, anche diversi anni dopo…il fatto si aggrava perchè David,consapevole della sua morte nel Gioco dell’angelo, è consapevole che lei morirà in seguito uccisa da Valls nel Pr. del Cielo!

    come spiegare l’accaduto?!?

    • Sergio ha detto:

      Ho letto di fila il Prigioniero del Cielo e oraIl Gioco dell’angelo. Anch’io ho rilevato questa anomalia incomprensibile…che David non sia mai partito? Che sia in quella cella chiuso e perso nei suoi deliri?
      Ho notato un’altro dettaglio interessante: David ne Il Prigioniero del Cielo divora un gran quantitativo di zollette di zucchero proprio come Corelli. Ora leggendo Il Gioco dell’Angelo senza essere influenzato da quest’ultimo darei l’interpretazione di una presenza sovrannaturale esterna a Martin ma con questi indizi sono più confuso di prima, molte cose non combaciano con la spiegazione che Martin è semplicemente un pazzo che vive di allucinazioni.

      Ultima cosa a mio parere non è stato David ad uccidere Barrido e Escobillas infatti questi ultimi avevano mandato a casa la Veleno dicendogli che avevano un’appuntamento con un’editore (mi sembra), secondo voi avrebbero avuto problemi a dire che si trovavano con Martin per discutere di affari? A meno che lui non abbia dato un’identità falsa…chi lo sa.

  27. Marco ha detto:

    Ma soprattutto chi e’ davvero Marlasca? E’ davvero ancora vivo o e’ frutto della fantasia di David? E il libro di Marlasca che prende al cimitero dei libri dimenticati e’ solo una coincidenza o ne conosceva già la posizione o qualcuno lo ha guidato proprio li’ ?(chi e perché ?)

    • arlian34 ha detto:

      Belle domande, onestamente non saprei rispondervi 🙂

      • Ignatius B. Samson ha detto:

        Ciao, scusa ti scrivo in un commento a caso perchè non so come commentare il tuo post principale xD Ti faccio i miei complimenti per le spiegazioni e il grande interesse per questo meraviglioso libro, ma… in primis: Non dimentichiamoci che è una trilogia, o come ha detto Zafon, una storia intrecciata e complicata, che ha dovuto dividere in tre libri, per non privarla dei dettagli o per non farla diventare un libro di 20 kili dalle 1000 pagine(cito quasi testualmente, perchè lui ha detto che ” Sarebbe saltato fuori un cucciolo di balena, invece di un libro” xD), per questo non bisogna concentrarsi troppo o cercare di trovare tutte le spiagazioni in un libro, perchè potrebbero essere presenti nel libro successivo. In questo caso mi riferisco a “Il prigioniero del cielo”. In secundis, state ragionando davvero troppo per darvi delle spiegazioni alle vicende dell’adorato David, che, riflettendoci un attimo, nemmeno il personaggio stesso ha saputo darsi. La figura di Corelli è chiara e non c’è molto da capire, colui che si presenta come un editore, è semplicemente il diavolo, demonio o come preferite chiamarlo voi. L’angelo (spille ect…) è solo un modo per confondere il lettore, e il David stesso. Non so se avete mai visto film o documentari su possessioni, paranormale o robe varie, ma è chiaro che David è impossessato. A momenti è lucido, è in grado di riprendere la ragione, ma non sa cosa sia successo o cosa abbia fatto, perchè quando è il diavolo a impadronirsi di lui, la mente di David passa in secondo piano. Lo si capisce con l’episodio dei due delinquenti che cercano di importunare Isabella, e con la morte dei due editori. Zafon cerca di farlo capire, con tanti piccoli particolari, che David ci racconta. Cerca di farcelo capire con la rivelazione di Grandes, la spilla dell’angelo, che ha sempre avuto addosso. E’ inutile cercare spiegazioni dettagliate della vicenda ed è inutile cercare di distinguere la realtà dalla finzione.. “Ma è successo davvero o l’ha solo immaginato?”: David incontra Chloè, passa la notte con lei, poi qualcuno gli dice che quell’edificio è vuoto da almeno 20… è ovvio, è un gioco di Corelli, non è mai successo, se non nella testa di David. David quasi uccide due delinquenti, ma non se ne rende conto, finchè si accorge di avere del sangue sulla faccia, e di avere il corpo esausto e indolenzito… è successo davvero? Ovvio anche questo, anche perchè il giorno dopo la madre di Isabella cita la vicenda.
        Dopo tutto questo casino, (con Il prigioniero del Cielo) arriviamo alla prigione di Montjuic, dove è rinchiuso David, proprio quando pensavamo che fosse “in pace” su una spiaggia chissà dove. La lettera che riceve sul finale de Il gioco dell’angelo, è reale, è stata spedita davvero, ma non nel posto incantato in cui David vive, bensì in prigione, dove realmente si trova. Tutti i detenuti, l’egregio e adorabile Fermin compreso, pensano che sia pazzo, schizofrenico. Parla da solo, tiene una conversazione con Corelli, interpretando perfino la voce di quest’ultimo( come nota Fermin una notte). Ma nella su testa, David sta davvero parlando con il Principale. Non è schizofrenico, non c’è patologia scientifica, è semplicemente impossessato dal Diavolo. Il resto del libro, come vuole l’autore, ha una spiegazione soggettiva. David,nella realtà della prigione, invecchia o non invecchia? I tre anni prima del ritorno a Barcellona, e quindi prima della prigione, dove li ha passati? Com’è che Isaac nel ’40 se lo ritrova ancora vivo, seppur mal ridotto? Ci sono tanti interrogativi, a cui è impossibile rispondere. E’ bello confrontare il proprio pensiero, ma in questo caso penso sia meglio non andare alla ricerca di dettagli, di spiegazione logiche, che l’autore stesso non ha voluto dare.

        Comunque… Una storia che consiglio a tutti, e anche un autore che propongo a tutte le persone che mi chiedono un consiglio su un libro da leggere. Per quanto mi riguarda, il mio preferito dei tre è proprio Il gioco dell’angelo. Penso sia impossibile non affezionarsi al protagonista. Leggendo “Il prigioniero del cielo” ho avuto degli attacchi di rabbia, per quello gli è stato fatto e a momenti chiudevo il libro perchè non sopportavo leggere di David trattato così hahahah xD Complimenti di nuovo per il blog, ciao a tutti 😀

  28. Gabriele ha detto:

    Sembra che nella vostra spiegazione non contempliate la possibilità che Corelli sia solo un prodotto della fantasia, o delle allucinazioni, di David… Rilevante in questo senso è l’episodio dello stupro, David non ricorda di aver picchiato selvaggiamente i malviventi, ma evidentemente l’ha fatto. Altro netto segnale è la spilla ad angelo, che secondo lui viene portata da Corelli ma che l’ispettore dichiara avergli sempre visto indosso. Sempere figlio poi, quando parla dell’assunzione di Isabella, lascia trasparire che la ragazza riferendosi a Martin, lo abbia definito un Mr. Hyde… Non so, son tutte riflessioni personali, ma possono avere un senso, cosi come le vostre… Certo qualche spiegazione in più da parte dell’autore non avrebbe guastato 😉

    • arlian34 ha detto:

      In effetti questo è il punto di vista che sembra essere portato avanti nel proseguio, in quell’osceno romanzo incompleto e abbozzato che è “Il Prigioniero del Cielo”.
      Resta il fatto che il finale, la foto di Cristina e la sorte di Marlasca non si spiegano se non tramite un Corelli “fisico”. Chissà cosa si inventerà l’autore 🙂

  29. laura ha detto:

    ( mi scuso in aniticipo per la lunghezza del commento, sono prolissa di natura…in ogni caso questo commento è uno SPOILER!!!)

    Secondo me, questo libro andrebbe riletto dopo “il prigioniero del cielo”, alla luce delle considerazioni che le altre persone fanno di martin (perchè alla fine “il gioco delll’angelo” è la storia vista dal punto di vista di martin), e anche dopo aver letto il piccolo aneddoto dell’orologiaio e di andreas corelli ne “le luci di settembre”, per avere un’idea più chiara riguardo il significato della figura di corelli, che non è un cacciatore di talenti, ma un cacciatore di anime, che tanto promette, ma tanto pretende in cambio. Più che una vera e propria persona, a mio avviso, corelli incarna la parte oscura che c’è dentro ognuno di noi, che viene alimentata dai sentimenti meno nobili, quali l’ambizione, la vanità, la sete di vendetta. Tuttavia, il prezzo da pagare è altissimo, perchè ci si “stacca” dalla propria anima, si perde di vista la realtà, senza avere più consapevolezza delle proprie azioni (martin non ricorda di aver commesso crimini), e ci si lascia illudere di poter sempre porre rimedio alle situazioni, di poter tornare indietro (qui mi viene da citare “le luci di settembre” e la richiesta insolita di andreas corelli ad un orologiaio di costruire un orologio che andasse all’indietro). Credo che il finale si basi un po’ su questo: a martin viene concessa la possibilità di riavere l’amore di cristina, ma non potrà evitare il suo invecchiamento ne la sua morte. Tuttavia martin si mostra consapevole di quello a cui andrà incontro, e per la prima volta nel libro, decide di impegnarsi in una storia che non coinvolge solo lui e che lo “spoglia” della sua ambizione.
    Un’altra idea che mi è frullata in testa, dopo aver letto anche “prigioniero del cielo”, è che questa “redenzione finale” di martin possa essere in qualche modo dovuta all’incontro con un animo così gretto e vigliacco come quello di mauricio valls (mi sembra che le date dei due libri coincidano abbastanza) che, soprattutto dopo la morte di isabella, gli fa capire fin dove si era abbassata la sua anima, causa della sua grande ambizione. Aspetto comunque il quarto libro per poter avere più elementi di interpretazione… voi che ne pensate del rapporto tra “il gioco dell’angelo” e “il prigioniero del cielo”?

  30. Giulia ha detto:

    Grazie a tutti per i commenti e le delucidazioni. Io ho appena finito di leggere il ‘Gioco del”angelo’ e condivido i vostri commenti cosi’ come i dubbi. un paio di mesi fa ho letto anche il prigioniero del cielo e da quel che riesco a ricordarmi di quest’ultimo, a me pare che la storia di David sia diversa nei due libri. Come è possibile che David sia scappato da Barcellona, divenuto immortale e riceva una lettera da Sempere sulla morte di Isabella in ‘Il gioco dell’angelo’ mentre invece nel prigioniero del cielo nello stesso periodo di tempo (deve pur coincidere con la morte di Isabella) sia in una prigione e la sua prigionia potrebbe avere a che fare con la morte di Isabella? Forse mi sono persa un tassello fondamentale ma a me sembra che i due libri siano l’uno in contraddizione all’altro…

    • Martinirco ha detto:

      Ma David, per buona parte del suo tempo probabilmente non si rendeva neanche conto di essere in carcere. Quello che si legge nel Gioco dell’Angelo e’ il racconto visto dagli occhi di David

  31. Pako ha detto:

    Ma come si fa a cercare di razionalizzare un libro il cui finale è la ricomparsa di una donna, che era morta, come una bambina dell’età di 8 anni?

    • Martinirco ha detto:

      Ma questo e’ quello che racconta David. Dal libro ci si insospettisce (ed e’ piu’ chiaro leggendo il Prigioniero del Cielo) che David avesse gravi problemi psichici….

      • laura ha detto:

        si anche per me è così… probabilmente corelli è solo frutto della mente di Martin, non può essere un personaggio reale, non comparirebbe nel racconto dell’orologiaio nelle “luci di settembre… è come se proiettasse fuori di sè i propri pensieri negativi in questo personaggio, facendogli fare azioni che lui nega a sè stesso di aver commesso (vari delitti) e, sempre attraverso questa figura, cercasse di rimediare alle proprie azioni, da qui il finale…
        anche la lettera della morte di isabella sospetto sia un prodotto della mente di Martin, forse per cancellare il fatto di aver causato involontariamente la morte dell’amica…
        “il gioco dell’angelo” è la storia de “Il prigioniero del cielo” annebbiata dalla mente di martin…

  32. http://google.com ha detto:

    I Think that blog post, “Questa non è una spiegazione – Il Gioco
    dell’Angelo di Carlos Ruiz Zafòn | Non Un Solo Spettacolo” was indeed perfect! I personallycan’t see
    eye to eye with you even more! At last appears like I reallyidentified a blog site truly worth reading through.
    Many thanks, Sommer

  33. Jovana Ikac ha detto:

    Ciao:) prima di aver letto il gioco dell’angelo avevo letto il prigioniero del cielo…
    Grazie ai vostri commenti sono riuscita a chiarire molti dubbi ma ne ho ancora parecchi…
    Da quello che ho capito io, David non è diventato immortale, in verità si trova rinchiuso in carcere dovendo scrivere per Valls e ha gravi problemi psicologici…è così o no?
    E poi un altro dubbio..Salvador e Marlasca sono la stessa persona??

  34. silia ha detto:

    DOMANDA:
    salve, mi rendo conto che è passato tempo dall’ultimo commento che avete fatto, ma ho finito di leggere il libro ieri, e dal momento che molte cose sono rimaste sospese nella mia mente ho deciso di cercare un pò su internet, non capisco una cosa, Grandes dice a David che da quando lo conosce gli ha sempre visto la spilla che lui vede a Corelli, spilla che poi trova nella cassa nello studio in seguito all’attacco fatto a Cristina, quindi è stato David ad attaccare Cristina, perchè Corelli diciamo si era impossessato di lui o perchè David alla fine è diventato schizofrenico???? insomma credo che alla fine questo romanzo stia facendo impazzire me ;D in ogni caso malgrado tutto mi è piaciuto, mi piacciono i personaggi, e mi sono affezionata a Sempere senior, a David e Isabella! Cristina la trovo strana, confusa e a tratti insopportabile!!!

  35. Sisì ha detto:

    Probabilmente non otterrò mai una risposta dato che nessuno lascia commenti da un bel po’, ma ho appena finito di leggere Il gioco dell’angelo e dovevo risolvermi tantissimi dubbi. Concordo sul finale sbrigativo e sugli espedienti narrativi forse troppo pressanti, ma grazie a questa pagina sono riuscita a capire molti passaggi oscuri del libro (a mio avviso è un errore grave da parte di un autore lasciare punti in sospeso).
    Detto ciò vorrei sottoporvi la domanda che mi sta assillando da più di un’ora e che non ha trovato risposta: se David trova Lux Aeterna nel Cimitero con copertina e tutto vuol dire che il libro è stato stampato; e per esser stato stampato (anche solo in copia unica) vuol dire che è stato concluso giusto? Insomma, quale editoria pubblicherebbe libri incompiuti? Ma se è un’opera compiuta allora l’anima di Marlasca non dovrebbe essersi liberata dal patto con Corelli?
    Grazie in anticipo 🙂

  36. Vega ha detto:

    salve, mi rendo conto che è passato tempo dall’ultimo commento che avete fatto ed un anno da quello precedente che inizia più o meno come questo ma in questi giorni sto rileggendo tutti e 3 ilibri della saga del Cimitero dei Libri dimenticati usciti fino ad adesso.

    Contrariamente a quanto affermato nella risposta alla 9 domanda gli eventi del 1945 non succedono davvero anche se quando è stato scritto l’articolo non poteva saperlo.
    Ovvero la lettera di Sempere che al suo interno contiene quella di Cristina è vera, ma Martin la riceve mentre è in carcere nel 1940, avendo anche una brutta reazione (batte la testa contro al muro). Inoltre nel 1945 contrariamente a quanto racconta nell’epilogo de i.g.d.a. non solo è tornato a Barcellona (è stato in carcere, è fuggito, è andato al Cimitero dei Libri dimenticati ha parlato con Isaac e gli ha lasciato una copia de Il gioco dell’Angelo per Daniel) ma già sa della morte di Isabella e della nascita di Daniel che guarda caso proprio in quell’anno viene a conoscenza del Cimitero dei Libri dimenticati.

    Corelli ad ogni modo è esistito davvero: lo sappiamo da Bercerò che ha visitato anche i resti della sua casa editrice e ne ricorda il battiporta a forma d’angelo. La cosa particolare è che la casa edtrice di Corelli chiude nel 1914, mentre il primo biglietto da parte di Corelli Martin lo riceve nel 1918 anche se poi si incontreranno solo nel 1924.

    • Vega ha detto:

      Ho commesso un errore. Quando ovvero ho scritto Cristina invece di Isabella quando parlavo della lettera ricevuta da Martin. Ma il succo rimane quello. Da Il Prigioniero del Cielo sappiamo che è vero che Isabella gli scrive in punto di morte e che successivamente Sempere prende la lettera di isabella la mette in una busta insieme a due righe di spiegazione (esattamente quello che dice di aver ricevuto Martin alla fine de Igda) e la spedisce. Sappiamo che questa lettera per un po’ di tempo venne sequestrata e successivamente, probabilmente per tormentarlo consegnata a Martin quando era ancora in cella.

  37. Sabry ha detto:

    Anch’io ho trovato una certa incongruenza…

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