Chiacchiere Videoludiche sull'avventura Culpa Innata dei Momentum AS

Pubblicato: 24/05/2009 da MS in Videoludica
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In questa nuova sezione verranno trattati alcuni argomenti riguardanti il medium dei videogiochi.

Il primo pezzo di questa sessione sarà una recensione dell’avventura grafica ‘Culpa Innata‘ .

La realtà che ci circonda è oggetto di studio di una scienza detta Fisica, che mira a spiegare i fenomeni naturali grazie a spiegazioni matematiche rigorose ed eleganti e comprovate poi da esperimenti fisici. In particolare un modello non è altro che una serie di pensieri e supposizioni di tipo matematico che tende a spiegare più o meno bene l’avvenimento di un processo. Più meno che bene, poichè spesso il mondo che ci circonda è troppo complicato per poter essere manovrato con facilità da un fisico e i calcoli necessari per la comprensione di una tempesta di fulmini e saette o del moto vorticoso dell’acqua di una bacinella possono essere sorprendentemente complicati.

La realtà è complicata. La negazione a questa frase è la premessa di Culpa Innata. La città immaginaria di Adrianopolis non è la solita utopia meravigliosa, la cittadina straordinaria e il classico fulgido esempio di funzionalità e perfezione. La cittàdina dove abita anche la protagonista della storia, tale Phoenix, è un microcosmo basato sull’egoismo e sulla linearità.

Affascinante è l’introduzione del videogioco, dove si capisce immediatamente che questo mondo futuro non è basato più sui valori della generosità e dell’accoglienza del prossimo ma esclusivamente su un rigore scientifico. Solamente il freddo raziocinio può permettere ai suoi abitanti di vivere  nella condizione economica migliore, giungere al lavoro più prestigioso, conquistare i traguardi più alti, insomma vivere una vita mediocre e priva di affetti. Perché non ci si può legare ad altri, ne andrebbe del proprio lavoro. La carità e l’aiuto del prossimo sono solo delle prove scientificamente dimostrate della buona riuscita di una società. Il passato di ogni cittadino di Adrianopolis è standardizzato attraverso un indice, un vero e proprio Indice di Sviluppo Umano. Vi sono ovviamente le persone con indici più alti, incarichi più altolocati e lavori più esaltanti. I più Egoisti. Quelli che hanno realizzato sé stessi, considerando il proprio verso la società un puro dovere civico, spinto in avanti da alcun sentimento all’infuori di un increscioso senso del dovere. Vi sono anche le persone con indice più basso. Magari extracomunitari, con lavori precari e una situazione disagiata. Uno di essi è Vassilij Bogdanov. O meglio lo era. Poiché è stato ucciso.

Nella cittadina del freddo e gelido ordine, un omicidio può portare molto scalpore. E’ per questo che i superiori di Phoenix, addetta al dipartimento di investigazioni civili della città, decidono di tenere segreto il caso e di farvi iniziare, con una certa descrizione, le indagini. Un chiaro pretesto per muovervi e conoscere la città di Adrianopolis. Passo dopo passo le vostre indagini si allacceranno con una realtà strana. La realtà scientificamente studiata dai fisici di Adrianopolis, quella insegnata nelle sue scuole, quella dibattuta dai grandi accademici, potrebbe non essere lineare, ossia semplice.

La realtà fisica e naturale è non lineare? La realtà fisica è non complessa? Questo è un dubbio che, passo dopo passo, coinvolgerà Phoenix verso la scoperta di oscuri anfratti della città egoista. A quale compromesso si è dovuti arrivare per costruire il mito di Adrianopolis? Chi sono i mandanti dell’omicidio di Vassilij e cosa vogliono fare alla pacifica cittadina dell’egoismo?

L'attrattore di Lorentz, una 'farfalla' il cui significato profondo è la non linearità dello spazio che ci circonda, come attestato anche nella fiction di Culpa Innata.

L'attrattore di Lorentz, una 'farfalla' il cui significato profondo è la non linearità dell'universo che ci circonda, come attestato anche nella fiction di Culpa Innata.

Sul versante gameplay Culpa Innata si presenta come una classica e ben congegnata avventura grafica punta e clicca. Sono presenti diverse ore di dialoghi con gli NPC e gli argomenti sono tanti e tali che non è possibile ascoltare tutto in una unica partita. Si scopriranno sempre nuovi sordidi dettagli o importanti indizi.

Nemmeno a farlo apposta, lo svolgimento dell’avventura è non lineare. Potremo risolvere i molti e semplici enigmi proposti da Culpa Innata con un ordine quasi del tutto libero, tranne in poche situazioni obbligate. Anche la modalità con cui vorremo svolgere le indagini ci permetterà una certa flessibilità e potremo visitare oltre una dozzina di ambienti diversi, con una alta interattività degli ambienti e senza doverci preoccupare della caccia al pixel. A proposito di enigmi, essi sono per la grande parte a sfondo logico e di difficoltà medio bassa. Alcuni sono piuttosto faciloni  o permettono un approccio brutale alla soluzione. Capiterà infatti di dover risolvere problemi combinatori (quale è la combinazione che apre il lucchetto XXX?) andando a caso. Tuttavia questo vizio di forma dipende più dal giocatore e dalla sua mole di pazienza e abilità, che dalla scelta e dalla proposizione, comunque oculata, degli enigmi. Molto interessanti e con tante diramazioni anche alcuni minigiochi, dei piccoli interrogatori che l’Ufficiale Anziano Phoenix Wallis dovrà condurre di tanto in tanto su alcuni immigranti, per eventualmente approvarne i permessi di soggiorno nell’Unione Mondiale, di cui Adrianopolis è la capitale.

Dal punto di vista grafico gli interni sono ben realizzati e abbastanza vivaci. I personaggi e la costruzione degli esterni risultano invece estremamente spigolosi e datati. Un difetto questo piuttosto appariscente e che potrebbe far storcere il naso a qualcuno.

Nella media il doppiaggio italiano, che non brilla per originalità o incisività delle voci. Tuttavia si deve tenere conto che, a parte la voce graziosa e briosa della doppiatrice di Phoenix, Monica Pinto, esso non è eseguito da professionisti. Innovativa anche la tecnologia impiegata per la sincronizzazione del labiale, che si adatta automaticamente agli idiomi di diversi linguaggi, tra cui ad esempio l’italiano.

Giudizio Finale: l’intera sceneggiatura di Culpa Innata è basata sul lavoro di Alev Alatli ‘Il gatto di Schrödinger’, la cui metafora principale è lo sviluppo rigidamente scientifico dell’egoismo come unica morale su cui vivere, efficientemente. Dunque una storia e una ambientazione molto forti, che fanno da sfondo attivo ad una avventura con pochi tratti forzati e noiosi. Una esperienza basata su molti dialoghi interessanti e dalle tante ramificazioni. Un’avventura non lineare, dunque, che potrebbe non incidere sugli avventurieri tutti d’un pezzo o sui fanatici degli enigmi vecchio stampo tipo ‘prendi la chiave nello scrigno A per aprire la serratura della camera B nella casa C dove sei accidentalmente finito!’. Assolutamente no. Culpa Innata si attesta come una ventata di aria fresca nel panorama delle statiche avventure grafiche, impoverita però da una grafica scarsa e approssimativa. Comunque un ottimo esordio per gli studi Momentum. Il mio voto finale per Culpa Innata è 9.

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