Questa non è una Recensione: Confessions of a Shopaholic di Sophie Kinsella

Pubblicato: 18/01/2013 da MS in Senza categoria

Una bella lettura leggera, ogni tanto, ci vuole proprio. Soprattutto se si possono conciliare divertimento e apprendimento di una lingua straniera. Questo è, infatti, il secondo testo non specialistico che leggo in inglese. Il registro è semplice, colloquiale in diversi punti e con pochi inglesismi ricorrenti e di facile interpretazione.

Becky Bloomwood è una giovane venticinquenne alle prese con una carriera giornalistica monotona e una vita sentimentale inutile. Sullo sfondo della Londra di inizi anni Duemila, Becky colma i molti vuoti della propria vita comprando e acquistando di tutto di più, sino a raggiungere livelli patologicamente compulsivi. La vita da freelancer a Successful Saving la porta a presenziare spesso a estenuanti conferenze sui segreti dei depositi bancari, sulle ultime mode di investimenti e obbligazioni e sulle più recenti tendenze in termini di fondi pensionistici e contributi. Una palla continua, che tuttavia è il pretesto utile per incontrare il giovane Luke Brandon, imprenditore di successo belloccio e taciturno. In occasione dell’ennesimo saldo irrinunciabile, il destino di Becky e Luke si interseca, innescando una spirale di situazioni paradossali e divertenti minuetti comici a suon di corrispondenza.

Nonostante Confessions of a Shopaholic sia universalmente relegato alla nicchia del genere “chick-lit” (in cui una giovane donna impacciata ma carina si rende conto del proprio potenziale e finisce tra le braccia del belloccio riccone di turno), il libro riserva qualche dettaglio interessante. Contrariamente alla trasposizione cinematografica, la Becky venticinquenne è una giovane donna con evidenti problemi ad accettare il fatto di essere diventata un’adulta. Incapace di impegnarsi attivamente al lavoro, attua tutti i trucchi possibili per “sembrare” intelligente e cercare di portare a casa lo stipendio con il minimo sforzo. Totalmente inetta nelle faccende domestiche, ha una vita sentimentale altalenante e singhiozzante. Le amicizie vere si limitano alla storica coinquilina e nella sua vita svolgono ancora un enorme ruolo di supporto i genitori, a loro volta infantili e affezionati.

Il quadro della Becky londinese ad inizio libro è quello di una giovane donna frustrata da un presente assillante ed emozionalmente bloccata. Una figura ancora più attuale oggi, vista la profonda crisi (non solo economica) che attanaglia la società moderna in tutto il mondo.

E’ proprio per cercare di sfuggire al dolore di questo invalicabile blocco che la ragazza acquista creme idratanti, accessori, vestiti e suppellettili di dubbia utilità. Al pari di una droga, l’acquisto compulsivo genera in lei un diffuso sollievo, che però svanisce in breve e genera un’enorme dipendenza. E’ quasi come se Becki sentisse di avere un posto nel mondo solo al momento di dover acquistare qualcosa. Sensazione terribile, poiché il senso di completezza dovrebbe scaturire da altri traguardi come famiglia, lavoro, carriera, sport e altro ancora. In questo profilo, andando oltre le situazioni comiche di chi non riesce patologicamente a non comprare nemmeno uno stupido paio di pantaloni zebrati, la Kinsella ci presenta un’antieroina di grande complessità.

Fattore positivo della personalità di Becki, invece, è la sua capacità di voler affrontare i problemi in maniera costruttiva. Cerca di cambiare lavoro più volte, chiede consiglio ai genitori, collabora con la coinquilina: ha un approccio pratico ai propri problemi e non ha paura a mettersi in maniche di camicia pur di risolverli. Anche la fortuna gioca la sua parte, come sempre in questi libri “leggeri”, e il finale porta ad una conclusione inaspettata le gesta della shopaholica!

GIUDIZIO FINALE: 7 – Situazioni ironiche, dialoghi frizzanti, spaccato della vita Londinese di inizio millennio apprezzabile. Molti sono gli stereotipi in gioco. Alcuni elementi originali intervengono nella patologia della protagonista. Finale divertente e non proprio del tutto scontato.

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commenti
  1. Amedar ha detto:

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