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I canali di comunicazione stanno cambiando.

Le motivazioni di questa svolta epocale si ritrovano dietro alla lotta spietata al digital divide e sono principalmente di stampo:

  1. tecnologico (internet ad alta velocità si può avere oramai non solo via cavo ma anche grazie alle reti 3G e ai protocolli ad alta velocità dei gestori di telefonia mobile) ;
  2. sociale (molte sono le campagne di informazione che vedono la diffusione della rete all’interno dei centri familiari, supportate anche dalla facilità di apprendimento del computer da parte dei più piccoli);
  3. economico (acquistare un computer non richiede più un patrimonio e inoltre molti servizi telematici si trasformano spesso in un prezioso risparmio in termini di denaro e di tempo).

Per questi e molti altri (e più complicati) motivi, le masse oggigiorno si rivolgono sempre di più verso internet e sempre di meno verso i canali standard di comunicazione. La carta stampata beneficia delle varie applicazioni per lettori tablet, gli ebook vanno per la maggiore, i social network rimpiazzano lo spasmodico scambio di messaggini.

E Youtube va per la maggiore.

Youtube, il canale nato nel 2005 in California come semplice strumento di condivisione di filmati amatoriali, è oggi il terzo sito al mondo più visitato quotidianamente e anche la sezione Italia riscuote risultati poco meno che superlativi in termini di click. In questo quadro affollato è naturale aspettarsi una continua evoluzione del mezzo internettiano, spinta anche dalla presenza, come appena sottolineato, di un vasto pubblico.

In quest’ottica nasce l’iniziativa amatoriale di Freaks!, per gli amici Frics, web-serie prodotta da un manipolo di giovani ragazzi con la passione per i mondi del grande e del piccolo schermo e tutti, chi più chi meno, alle prese con un canale su Youtube Italia. Il format della serie è un semplice episodio di una ventina minuti e scevro di qualsiasi stacco pubblicitario, completamente fruibile online.

La trama si ispira chiaramente a lavori di nicchia (Misfits) e non (Heroes), a loro volta ispirati all’intramontabile leit motiv del supereroe fumettistico, dotato di super-poteri e perennemente in cerca di un barlume di normalità. Le vite di cinque ragazzi normali della Roma odierna si mescolano misteriosamente per via di una amnesia di massa, che stranamente li accomuna. Tutti e cinque si ritrovano con i numeri degli altri memorizzati sui propri cellulari, peccato solo che non ricordino assolutamente nulla a riguardo e che, peggio, abbiano un vuoto completo riguardo gli ultimi quattro mesi.

A rendere ancora più misterioso il tutto c’è la loro acquisizione di poteri straordinari. C’è infatti Marco (Guglielmo Scilla), il ragazzo posato e comprensivo, che ha la capacità di viaggiare nel tempo in seguito ad un’improvvisa eccitazione mentre il più sfrontato Silvio (Claudio di Biagio) scopre invece di avere una fortuna sovrannaturale che farebbe impallidire persino Gastone (con somma contentezza di Paperino!). Su un versante più interiore si ritrova invece il potere dell’emotivo Andrea (Andrea Poggioli), in grado di proiettare le proprie emozioni negli altri come in una sorta di empatia inversa. Nell’altra metà del cielo ritroviamo invece le due ragazze del cast, ovvero la timida ed umana Viola (Claudia Genolini), il cui potere può accecare gli altri, e  Giulia (Ilaria Giachi), le cui capacità sono ancora in gran parte sconosciute e spaziano dalla preveggenza alla forza inaudita, previa, forse, debita assunzione di sangue umano.

A minacciare questo scalcinato gruppo di giovani qualunque c’è un terribile figuro senza volto e dalla ossessionante onnipresenza. Avrà forse niente a che fare con l’improvvisa acquisizione dei loro poteri? E cosa sono quegli strani braccialetti arancioni che sembrano andare tanto di moda nella Roma di oggi? E…

La fotografia delle 4 parti sinora trasmesse tramite Youtube (con cadenza quasi settimanale) è veramente straordinaria: pulita e nitida. Alcune ambientazioni risultano ottimamente illuminate e molto scene in notturna garantiscono un naturale fascino. Dietro la regia c’è comunque la mano di un altro eroe (di Youtube), il ventenne Matteo Bruno (Canesecco), il quale ha già dimostrato ampiamente di saperci fare. Il montaggio degli episodi, portato avanti da Di Biagio stesso e da Bruno, si è rivelato sinora essenziale e ispirato, professionale e vincente.

Se sul versante visuale Freaks! non ha nulla da invidiare a grandi produzioni, sul lato della sceneggiatura e dei dialoghi ci sono invece numerose pecche. I giovani protagonisti sembrano veramente ragazzi della loro età e questo si riflette nel qualunquismo di molte loro battute e nella brusca superficialità di diversi passaggi narrativi, forse dettati anche dalle più importanti necessità di scena. Ad ogni modo si tratta di pecche minori, presenti anche queste in molte produzioni televisive e che da un certo lato non penalizzano il prodotto, sebbene lo inquadrino come puro mezzo di intrattenimento e ne limitino gli sfoghi creativi (che di per sé sono invece notevoli).

Questi piccoli aspetti, ampiamente migliorabili, non devono però tradire sull’alta qualità della produzione globale (che resta una produzione auto-prodotta da un piccolo gruppo di ventenni), talmente ben confezionata da ingannare positivamente sulle sue origini.

Sinora sono due le band ad essere state impiegate nella colonna sonora: gli ElectricDiorama (noti soprattutto per Mr. Fantastic) e gli AboutWayne, che per l’occasione hanno anche composto e suonato la canzone della fascinosa sigla iniziale  intitolandola appunto Freaks!.  Anche queste band sono composte da giovani e il commento sonoro offerto è sempre e comunque di alta qualità.  Tra l’altro il cantante degli AboutWayne, Giampaolo Speziale,  ha partecipato attivamente alla creazione della serie e impersona nella serie un personaggio misterioso, destinato a riservare non poche sorprese…

Solo 3 episodi sono pochi per poter cercare di valutare l’enorme talento del cast. A voler essere obiettivi non si può non notare come la componente femminile risulti attualmente più convincente della controparte maschile, sicuramente anche per via di differenti percorsi di formazione nel mondo della recitazione. Ilaria Giachi riesce infatti a portare avanti il ruolo della “discontinua” e misteriosa Giulia con una naturalezza sorprendente mentre Claudia Genolini risulta convenientemente fragile nella sua condizione di neo-eroina dal potere negativo. Nel cast maschile brilla invece la spigliatezza di Claudio di Biagio, il cui ruolo di “simpatico impiccione” però forse facilita un attimo le cose rispetto ai più introversi personaggi di Marco e Andrea, che comunque sono più che all’altezza della situazione.

A testimoniare lo sforzo creativo per rendere il tutto quanto più professionale possibile vi è anche la partecipazione di una doppiatrice esperta come Antonella Rinaldi (tra le altre Lucy Liu in Cypher e Lois ne I Griffin) nei panni della madre di Silvio. A guardare i titoli di coda si registra anche il continuo allargamento del gruppo iniziale, che ora prevede anche addetti agli effetti speciali al computer e make up artists (non si sa mai, forse anche ClioMakeUp potrebbe finire per fare una comparsata nella serie…).

Giudizio Finale: non perdete la serie su Youtube!

Aggiornamento: finalmente nel quarto episodio della serie Marco mostra un po’ di spessore. Ben realizzate la scena iniziale (praticamente una autocitazione ai vari video di Willwoosh) e quella al ristorante!

In questa nuova rubrica di NonUnSoloSpettacolo sarà dato ampio spazio a brevissime (quasi telegrafiche) recensioni di pellicole da vedere al cinema o a casa, in un momento di semplice relax, di giocoso svago o di ricercata evasione!

Black Swan – Il Cigno Nero (2010)

Affascinante pellicola di Darren Aronofsky al confine tra il thriller psicologico e la più classica tragedia. Nina (Natalie Portman) è una giovane ballerina del New York City Ballet afflitta da una vita familiare compulsiva e dalle mille pressioni del mondo della danza. Piccoli e impercettibili sono i soprusi che ha subito nel corso della sua vita e che nonostante tutto sembrano essere del tutto ininfluenti nel suo stile leggero, delicato, aggraziato ma stranamente privo di qualsiasi emozione. La giovane punta alla perfezione dei movimenti e con questo solo desiderio continua a vivere una vita priva di affetti, avulsa da qualsiasi barlume di indipendenza. Eppure tutto va bene. Il balletto è l’unica cosa che importa. Ballare è indispensabile. Ballare bene è necessario. Ballare divinamente è tutto. Ballare è l’unica cosa che conta. Ballare è l’unica cosa che conta?

Una narrazione lineare ma scomposta gioca bene le proprie carte, rendendo sordidi i silenzi altrimenti banali e quasi inquietanti le altrimenti comuni manie della protagonista. Il finale è un crescendo continuo di emozioni e rivelazioni forsennate. Sullo sfondo la metafora dello spettacolo nello spettacolo, la messa in scena de ‘Il Lago dei Cigni’, che diventa occasione di indagine interiore utile a gettare luce sull’improcrastinabile conflitto tra Es ed Io.

Giudizio Finale: 9.

In sintesi: Regia convincente, trama appassionante e ricca di spunti di riflessione, doppiaggio di buon livello per un cast originale straordinario, sceneggiatura soddisfacente. Voto finale 9.

Scott Pilgrim vs The World (2010)

Il taglio di questa pellicola, diretto da Edgar Wright, è completamente differente rispetto ai canoni classici. Il giovane Scott Pilgrim (Michael Cera) si innamora perdutamente di una ragazza dall’acconciatura eccentrica e cerca in tutti i modi di attirarne l’attenzione. Quello che non sa è che il diritto di corteggiare la pulzella in questione gli sarà concesso solo una volta che avrà sconfitto in una serie di duelli all’ultimo sangue i sette “malvagi” ex fidanzati della giovane. Fin qui sembra tutto abbastanza banale. A ravvivare notevolmente la narrazione ci penserà una sceneggiatura a dir poco geniale, in grado di miscelare ottimamente elementi propri del mondo dei videogiochi e dei fumetti. Se infatti da una parte ci saranno battute vivaci e inquadrature dinamiche a non finire (con tanto di scritte animate onomatopeiche per i suoni del campanello o del basso) dall’altra la dinamica dei duelli sarà affrontata con scontri acrobatici e rocamboleschi, uno sempre differente dall’altro.

Una sana dose di violenza, nonostante la completa assenza di sangue, scandisce bene tali fasi dinamiche. Ogni duello inizia come nei più classici picchiaduro con delle inquadrature dei duellanti e la canonica scritta ‘VS’ mentre al termine del contenzioso il perdente si trasformerà in una manciata di gettoni, utili per prendere il bus o comprare un caffè. L’immaginario complessivo delle lotte ricorda molto il videogioco ‘No More Heroes’, tanto più che in una certa scena arriva anche il momento dell’intramontabile LEVEL UP con nuove e sfolgoranti katane luminose.

Giudizio Finale: 9.

In sintesi: Regia fuori dagli schemi per un cast di volti poco noti ma ottimamente calati nelle parti. Situazioni eccentriche, scontri imprevedibili e dai tanti risvolti meta-ludici rendono il film assolutamente imperdibile per qualsiasi appassionato di videogames. Voto finale 9.