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Pubblicato: 05/05/2012 da hal09000 in Senza categoria
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Tra poco arriverà il caldo afoso estivo e probabilmente sarebbe splendido poter andare in vacanza in un posto del genere…

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O magari in un posto più vicino a Lecce e più tranquillo, come questo…

E perché non soggiornare, invece, proprio a Lecce, la bella Firenze del Sud?

Foto di Paride De Carlo

Foto di Paride De Carlo

Se, oltre ai misteri che si celano dietro il Gioco dell’Angelo, siete alla ricerca di una casa vacanza del Salento allora date un’occhiata a questa galleria online con foto e riferimenti di alcuni soluzioni per S. Cataldo, Torre dell’Orso e Lecce che, forse, potrebbero interessarvi: www.villalacerasa.it/gallery

Se, invece, volete avventurarvi tra i misteriosi arcani della fatica di Carlos Ruiz Zafón allora seguite questo link alla spiegazione del nostro bravo (e sempre più indaffarato) arlian34.

NOTA: Ormai è trascorso un po’ di tempo da quando ho letto “Il Gioco dell’Angelo” e devo dire che ne ho piacevolmente ritrovato le atmosfere visionarie in un thriller psicologico, che si chiama “Omen – Presagi della Mente“. Se vi è piaciuto Zafòn molto probabilmente vi piaceranno anche Cavaliere e il suo finale all’ultimo colpo di scena 🙂

Il motivo di questo post è ripercorrere i sentieri contraddittori del libro ‘Il Gioco dell’Angelo’ e proporre una mia personalissima visione. Chiunque non abbia letto questo libro assolutamente intenso è invitato a non scorrere le righe successive o rischia di rovinarsi parecchie sorprese.

Prima domanda: Chi è Andreas Corelli?

Nel libro ci viene presentato come un editore molto influente, contraddistinto dalla simbologia di una piccola spilla di argento a forma di angelo. Successivamente veniamo a sapere da vecchie foto e documenti sbiaditi che Andreas Corelli oramai dovrebbe essere passato ad una vita migliore. Eppure David visita la sua casa, osserva il suo maggiordomo e il suo autista gli dà addirittura un passaggio a casa. Andreas Corelli parla con David in più occasioni.

Andreas Corelli è solo una delle molte incarnazioni dell’autore di questa frase (tratta da Paradise Lost, di John Milton):

– Meglio regnare all’Inferno che servire in paradiso! –

Gli indizi sono veramente tanti, in primis la storia raccontata da Corelli stesso riguardo il difficile rapporto con il padre, che non lo aveva compreso e lo aveva addirittura ripudiato. Ed è ancora Andreas ad offrire una cura misteriosa per il male di David, ma su questo torneremo ancora dopo, è sempre Andreas a cercare di traviare l’anima di Martìn proponendogli di scrivere un falso testo sacro su una nuova religione. Prima del finale anticlimatico, Martìn si reca alla residenza di Corelli e…

Seconda Domanda: Cosa sono i manichini nella villa di Andreas Corelli?

La villa appare in uno stato di tremendo abbandono. Terribili foto ritraggono persone dallo sguardo cupo e triste ed in alcune di esse compare lo stesso Corelli. Martìn lo osserva nella penombra sorseggiare un vino rosso e, in un crescendo di rabbia e sgomento, finisce per sparargli. Egli pensa immediatamente a controllare il cadavere del suo datore di lavoro ma si accorge di aver sforacchiato un semplice manichino.

E si scopre che anche l’autista e il maggiordomo di Corelli, osservati più attentamente, non sono altro che burattini antropomorfi.

I burattini non hanno una simbologia molto evidente ma possono rappresentare gli oggetti di una manipolazione, proprio come quella che il Corelli ha ordito nei confronti di David e di, sicuramente, molti altri. Inoltre i burattini antropomorfi hanno anche una funzione essenziale nel libro, poichè rappresentano dei travestimenti verosimili che convalidano la tesi del ‘Non è soprannaturale ma c’è una spiegazione razionale per questo!’, un meccanismo notissimo. L’autore ha l’intenzione di presentare al lettore un mistero, quindi di fargli intravedere che ci possa essere una spiegazione razionale, e spesso grottesca, a quello che si pensa ‘impossibile’. A chi fosse un appassionato della simbologia dei burattini consiglio di giocare il mio Frammenti di Identità.

Terza Domanda: Quale macchinazione ha ordito Corelli nei confronti di David?

Lo scopo dell’entità sotto le sembianze di Corelli è quella di traviare, ingannare e mistificare. Per fare ciò utilizza pochi artisti, che assoggetta al proprio volere più per necessità che per devozione. Corelli legge i primi racconti di David e ne nota la fragilità dell’animo, la propensione ad un lato oscuro e anche l’enorme talento. Chi meglio di uno scrittore per convincere la gente a credere a qualcosa di falso? Chi meglio di un creatore di finzioni e metafore per spingere le persone a smettere di credere nella vera religione?

Corelli spinge Martìn tra le braccia di una sensuale donna che ne corrompe la verginità prima, quindi gli fa credere di essere gravemente malato e di avere al tempo stesso l’unica speranza di salvezza, la quale però sarà solo la giusta ricompensa dietro un testo sacro di una nuova religione inventata di sana pianta, dalla A alla Z, sullo scimmiottamento delle altre.

Quarta domanda: Cosa significa l’ambulatorio al quale si reca David?

Notiamo immediatamente che la descrizione dell’ambulatorio presso il quale David va a fare delle analisi ricorda moltissimo un luogo paradisiaco di espiazione dei peccati e assume forti tinte evocative. Troppo evocative.

Scopriamo infatti dopo che quell’ambulatorio non esiste più, poichè dovrebbe aver chiuso oramai da dodici anni.

L’ambulatorio non è altro che una illusione, creata ad arte dal Corelli mistificatore. David inizia a suggestionarsi e a credere di avere solo pochi mesi di vita per via di un male all’encefalo. Grazie alla sua natura soprannaturale, il Corelli può ingannare i sensi di David senza che questi ne sia a conoscenza e fargli persino percepire i sintomi della malattia, sempre più evidenti. Con questo espediente, la disperazione di David cresce giorno dopo giorno. Egli pensa di stare per morire. Quando il libro che ha scritto viene stroncato dalla critica e persino sua madre, da cui suo padre divorziò anni addietro, lo considera al pari di spazzatura, la disperazione del ragazzo cresce. Essa giunge al culmine solo quando Martìn scopre che Cristina, di cui è segretamente innamorato, ha sposato il suo miglior amico, don Pedro Vidal.

Completamente oppresso dalla malattia e distrutto nella vita affettiva, girovaga per Barcellona sino a sfiorare l’idea del suicidio. Effettivamente non si suicida ma incontra Andreas Corelli, che gli propone una offerta folle. Una offerta che David accetta, visto che non ha nulla da perdere. Solo tempo dopo scoprirà che in realtà Cristina non ama Pedro.

Quinta domanda: David viene accusato della morte di Cristina. Come mai lei impazzisce? E’ veramente lui l’assassino?

Cristina tradisce Pedro e si accorge di iniziare a nutrire dei sentimenti profondi per Martin. Eppure lei ficca il naso dove non dovrebbe e rischia di rovinare lo scritto peccaminoso e bugiardo scritto da David, su commissione di Corelli. Ovviamente questi non può vedere svanire in una nuvola di fumo la sua macchinazione e si rivela ad Cristina. Non sappiamo in che modo ma lo spirito soprannaturale e malvagio rappresentato da Corelli cerca di far impazzire Cristina e la spinge ad allontanarsi da David. Lei stessa dice di essere riuscita a resistere a di essere stata ad un passo dal trasformarsi in una invasata. Ma la sua mente è irrimediabilmente corrotta. La ragazza ha perso il senso della normalità.

David rintraccia Cristina e la trova ricoverata in una clinica per malati di mente. Mascherato da dottore, Corelli riesce a far ingelosire David e a convincerlo a portar via Cristina. Successivamente infatti, si scoprirà che il dottore di cui possiamo leggere in questa fase del libro, non è mai stato impiegato in quella clinica. David riesce ad arrivare sino alla stanza di Cristina ma la trova stranamente vuota. Seguendo alcuni indizi David giunge sino al lago ghiacciato vicino alla clinica, ove si trova proprio Cristina. Vestita di bianco. La pelle candida. Il volto oramai perduto.

Lei ha perso la sua identità, è diventata solo l’ennesimo burattino di Corelli. Lui la ama comunque. Il ghiaccio è sottile. Lui si fa avanti. Lei lo rifiuta. Non potrà mai amarlo. Il ghiaccio si assottiglia. Non fino a quando ci sarà ‘il principale Corelli’. Lei è stata brava. Ha resistito strenuamente ma…è troppo. Il ghiaccio si rompe. In un gioco di candore glaciale, Cristina cade nel lago e la coltre di ghiaccio che lo ricopre si ricostituisce nuovamente sino a creare una barriera solida.

David riesce solamente a osservare attraverso le lastre di ghiaccio l’abbandono di Cristina alle correnti gelide. E il suo trapasso.

Tutto questo potrebbe essere una visione o una illusione. David dopo sognerà la scena e vedrà la morte di Cristina, la stessa cosa che succede proprio per i due editori di David, morti misteriosamente in un incendio. Ma nel finale è chiaro che, visto il rapporto tra Cristina e David, non sia stato lui ad ucciderla.

Sesta domanda: Chi ha ucciso i due editori disonesti?

Si tratta della stessa persona che ha appiccato fuoco parecchi anni prima al bordello. Si tratta dello spirito rappresentato da Corelli, che si ripresenta anche come una figura nera ignota mentre David fa il suo primo sopralluogo alle rovine dove la sera prima, tra lenzuole di seta e arazzi preziosi, aveva perso la verginità.

Una possibile teoria è che il regnante degli inferi possa controllare la mente di alcuni uomini e fargli credere di vivere una esperienza completamente diversa, illudendoli. Dunque è stato proprio David ad appiccare il fuoco ed uccidere i due editori disonesti, compiendo però questi gesti solo perchè governato dai fili di Corelli. Il suo subconscio, nonostante l’illusione, è consapevole di quello che ha fatto e, attraverso dei sogni, ripropone a David gli eventi accaduti (la scena della morte degli editori).

Settima domanda: Chi ha picchiato i due criminali che volevano violentare l’assistente di David?

Per la stessa teoria, David crede di aver semplicemente spaventato i due criminali ma in realtà li picchia selvaggiamente sotto l’influsso di Corelli. Giunto a casa si guarda allo specchio e si chiede cosa sia quella macchia nera che ha sul viso. Sangue.

Ottava domanda: Chi ha ucciso il maghetto da strapazzo?

Stavolta non si tratta di David ma dell’investigatore che lo sta tallonando. David esce dal laboratorio del mago da strapazzo ed incontra l’ispettore. I due si siedono ad un bar e, stranamente, il poliziotto inizia a divorare con grande soddisfazione alcuni pezzi di formaggio. Successivamente, in un dialogo tra l’ispettore e David, si scoprirà che il primo non ricorda di aver incontrato il secondo fuori dal negozio di magia o di essersi seduto al bar con lui.

L’ispettore in questa occasione ha un modo di mangiare estremamente simile alla golosità con cui Corelli divora delle zollette di zucchero nelle varie occasioni in cui si incontra con David.

Il dialogo del bar è particolarmente importante nell’ottica del libro, poichè per la prima volta David ha l’idea di raccontare quella serie di avvenimenti oscuri a qualcuno, tuttavia desiste. L’ispettore inoltre si lascia ad andare ad alcuni commenti molto interessanti, troppo per un personaggio così secondario. Non è improbabile che sia lui ad avere ucciso il mago.

Nona domanda: Gli eventi del finale accadono veramente?

Sì, il finale è veramente accaduto e non è un sogno di David, come viene lasciato intendere. La lettera che David riceve è vera e combacia con gli eventi, realmente accaduti, de ‘L’Ombra del Vento’. Inoltre la scena della piccola Cristina immersa nella luce del tramonto corrisponde ad una foto vera, più volte comparsa e citata nel racconto.

David non è invecchiato poichè non ha mai terminato il racconto blasfemo e non morirà prima di concluderlo e soddisfare così il contratto con Corelli. Vista la sua strenua volontà a contrastarlo e la potenza del libero arbitrio, Corelli non può più manipolarlo ma lo condanna al supplizio di veder vivere e morire la persona amata, una seconda volta.